Impressioni liguri

paesaggio-serre-dal-casello-di-Sanremo-della-autostradaL’antropizzazione esasperata dell’imperiese, complice anche il mercato delle piante ornamentali. Tutte quelle serre del sanremese che solcano valli e colline, graffi e ferite al territorio per un’economia, alla fine, povera. Una cosa è coltivare fronde da reciso (c’è ancora chi lo fa, ma sempre meno perchè adesso si fa ricorso al terzo mondo) o cactus perché poi gli olandesi vengano a portarseli via ancora bebé e li ricoltivino e li commercializzino loro; un’altra cosa invece è l’attività turistica ben programmata e ben gestita, o l’industria specializzata o, mettiamoci anche quello, il vivaismo pregiato. Il territorio svenduto per quattro soldi, mazzi di garofani che facevano furore (è durata poco, un paio di decenni a esagerare) e adesso fanno sorridere tanto sono demodé. E quello che resta sono il disordine, le ferite, poi le emergenze architettoniche assurde delle seconde case anni Settanta e Ottanta piccolo-medio borghesi, le stradine strette che si inerpicano ad uso dei suv dove dovrebbero esserci solo viottoli di campagna, gli svincoli autostradali come otto volanti appesi sulla testa di paesini a mare che avevano la vocazione alla tranquillità e invece sono stati consegnati ai pirati. Quest’Italia che ha dimenticato la Bellezza e fa business proprio su tutto, senza distinguere, senza programmare, senza prevedere evoluzioni e conseguenze. Che peccato, pensarci mentre sono in viaggio in Liguria, tra fioriture, mare e aria d’estate: potrebbe essere un incanto, e non lo è.

festa delle erbe a-Rollo-il-ristorante-sotto-gli-oliviBorghi del savonese che resistono perché fuori rotta o perché la speculazione non ha ancora allungato le mani e aspetta il momento favorevole per farlo o perché c’è gente che li presidia, più spesso milanesi e torinesi che conoscono l’equazione: bello uguale qualità della vita e aumento del valore della proprietà, brutto uguale degrado e deprezzamento. Amici milanesi fondano un’associazione a Rollo, primo entroterra di Andora, nel Savonese, e da dieci anni fanno la loro mostra di giardinaggio. Dice Alberto: “Qui non costa niente, se c’è da rimetterci qualcosa ci rimettiamo noi e chi se ne frega, ma quelli che vengono ad esporre ormai sono amici, si parla, si scambia, si conosce qualcosa e qualcuno nuovo, si fanno i menu a base di erbe, giustificati dal nome della manifestazione: festa delle erbe. E per due giorni è festa”. Tra tutte le mostre della primavera 2009 che ormai sfuma nell’estate, questa è tutto sommato la più originale che ho visto per quanto riguarda gli espositori, scelti con molta intelligenza sul filo delle erbe. Erbe sono quelle spontanee liguri sopravvissute all’antropizzazione di cui sopra, buone da mangiare e per curarsi.  Sono quelle da essenze aromatiche, la lavanda per tradizione, e il basilico del pesto e la borragine dei ripieni della gastronomia locale, e la menta piemontese, e quelle da cestini e da intrecci che diventano Hoheria-lyalii-malvacea-della-Nuova-Zelandamagnifiche sculture, e per farne coroncine, poi altre erbe che portano qui un po’ dell’anima di altri luoghi: la ragazza Edith del Madagascar, venuta in Italia per cercare lavoro, adesso invece commercializza aromi e spezie che fa arrivare dalla sua terra o che lei stessa va a cercare: le poivre sauvage, il pepe selvatico, è già un’esperienza olfattiva, non vedo l’ora di macinarne un’ombra su qualche piatto. La ragazza Juliana del Brasile, venuta in Italia a specializzarsi in Economia e Commercio: promuove l’erba mate che producono i suoi genitori (www.ximango.ind.br). La ragazza inglese trapiantata in Liguria e in attesa di avviare i lavori del suo agriturismo che lì in mostra intreccia portavasi in corda. “Che belle le donne” dice Ada che ha organizzato e crede in una Liguria riscattabile grazie a luoghi come Rollo; ha dislocato gli stands nella mezz’ombra degli olivi, anche di una proprietà privata, le sue figlie hanno decorato gli olivi con macchine mobili di cartoncino e velato di verde un soffitto trasparente sulla zona ristorante dove ci sono assaggini a bizzeffe, aperitivo e caffé invece nel dehor fresco del baretto sulla minuscola piazza, dove la chiesa serve per una mostra sul tema dei fiori di Balla: “abbiamo trovato un artigiano-artista locale veramente bravo, guarda che precisione”. Hanno fatto tutto loro, non si aspettano il “bravo” da nessuno. Il comune di Andora però mette a disposizione un bus navetta che va su e giù gratis purché a nessuno venga in mente di infilarsi in auto sulla stradina che sale alla frazione, rovinando tutto. Quelli dell’associazione si divertono molto: un socio cura il sito (www.festadelleerbe.net), un altro ha fatto le cartoline, sul banco delle informazioni c’è l’album di foto dello scorso anno (“lo abbiamo sempre fatto –  dice un altro socio – perché poi è bello ricordare chi c’era e come eravamo”. Erbe a tutto campo, ma i vivaisti classici delle mostre di giardinaggio non sono più di sei o sette, compreso quel diavolo di Dino Pellizzaro che, dico io, sente sempre più spesso il richiamo delle radici. E per quanto dica di essere venuto qui solo per stare tra amici, ha portato piante fantastiche che una volta riservava a Courson. Pensa un parco-storico-di-Villa-Serra-a-SantOlcese-presso-Genovapo’, sull’asse Courson-Rollo si è trovata anche una malvacea neozelandese che in questo week end ligure mi ha molto colpita (anche per la straordinaria convergenza di forme con le rosacee primaverili): Hoheria lyallii. Per chi vuole approfondire su internet c’è per esempio questo sito. Voilà; se non fosse stato per un acciacco alla schiena che mi ha suggerito di raggiungere casa alla svelta, avrei finito il fine settimana a Villa Serra a Sant’Olcese assistendo ad una conferenza di Corinne Mallet sulle ortensie, oggetto di collezione in questo parco storico pubblico. Avrei visto un’altra Liguria ancora, che per fortuna conosco già e riscatta quell’altra che mette a dura prova ogni decorosa concezione di paesaggio. E’ la Liguria dei giardini restaurati con sensibilità e gestiti con l’ambizione di proporre di più con meno spreco di risorse e di territorio. Ma del parco di Villa Serra c’è da dire abbastanza per parlarne un’altra volta. Chi vuole può intanto vedere il sito www.villaserra.it.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

4 thoughts on “Impressioni liguri

  1. Bisogna considerare, in questo contesto, l’opera proditoria di tanti operatori agrituristici che investendo nel recupero di antichi cascinali per adattarli ad uso ricettivo, ne hanno salvaguardato le forme architettoniche, conservando anche il paesaggio circostante

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  2. Buongiorno, sono arrivata oggi a conoscenza del suo blog. Sono Clémence (fancese), una delle “ragazze” della Festa delle Erbe di Rollo di Andora… Non so se si riccorda, quel anno avevamo presentato come piante la semplice e “sauvage” Linaria vulgaris che fu apprezzata proprio per queste due qualità. E’ vero che la Festa delle Erbe di Rollo è una mostra-mercato veramente a parte, per il luogo (noi siamo nel piccolo giardino sotto le olive) e per chi organizza. Ho ritrovato questa magia l’autumno scorso andando alla Foire aux plantes du Domaine du Rayol (Gondwana ai primi di ottobre). Per il resto, “il faut s’accrocher”. Grazie per le sue parole sulla sfigurazione delle coste ligure del Imperiese. Noi, nel nostro piccolo, come Rollo, cerchiamo di valorizzare la belezza di questo paesaggio tra la quercia e l’olivo. Un commento un po tardi, ma meglio…

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  3. Spesso mi accade di pensare “grazie” e poi non lo scrivo mai.
    leggere i suoi articoli per me e’ un modo per riuscire ad andare a vistare o partecipare a qualche evento che non conoscevo .Mi riprometto di metter in calendario per l’anno successivo Rollo GRAZIE

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  4. AIUTO AIUTO AIUTO, un’anziana signora che abita di fronte a casa mia, molto amante di giardinaggio e con la quale scambiamo spesso fiori e impressioni , oggi mi ha atteso al rientro da lavoro per confidarmi una sua ansia .
    La Signora abita al pian terreno di una villetta anni 20, e coltiva ogni giorno con passione il suo giardino, la casa e’ affittata oltre a lei anche ad altri anziani coniugi che abitano al piano superiore.
    La casa e’ l’ampliamento di una prima casa di campagna di fine ottocento (oggi siamo in pieno centro) ed ha un rettangolo di giardino a lato interamente occupato da una splendida magnolia stellata piantata all’epoca della primitiva costruzione. Noi vicini di casa conoscevamo la vecchia proprietaria della casa che, pur avendo molte proprieta’ a cui pensare , per la magnolia aveva particolare riguardo, non voleva che fosse tagliata senza necessita’ ed ha lasciato che l’albero crescesse con la sua bella forma maestosa , Tutto e’ andato bene anche dopo la sua morte perche’ il figlio, famoso medico, cresciuto nella nostra via in un’altra villetta vicino, ha sempre lasciato in pace la pianta.Piu’ per disinteresse che altro, ma intanto la pianta prospera Chi abita nella via da generazioni e chi come la mia vicina in ansia, ha scelto di vivere in case dispendiose pur di aver la vicinanza di piante secolari, sapendo che i due coniugi del piano di sopra stanno tediando il proprietario fino allo sfinimento chiedendo il taglio della magnolia secolare ha iniziato a preoccuparsi, potrebbe darsi che infastidito dalle continue richieste il proprietario ormai residente lontano, ceda e lasci tagliare…
    In primavera le stelle della magnolia col loro delicatissimo profumo inebriano anche i passanti che vedo sostare per qualche attimo in ammirazione, anch’io fin da piccola aspettavo le prime ore della sera, quando non e’ ancora buio ed il cielo e’ color “oriental zaffiro” per spalancare la finestra ed annusare la primavera, pensi che a mia figlia lontana in Giappone mando le foto della magnolia per farla sentire a casa…la sentiamo anche nostra la bella magnolia. I signori che non la vogliono piu’ sono arrivati in affitto (quindi non e’ la loro) pochi anni fa e subito le avevano fatto tagliare alcuni rami ora pare che tornino all’attacco
    Nessuno li ha obbligati ad abitare in una casa con un cosi’ brutto albero che tutti amano e tutti guardano con ammirazione, la magnolia e piu’ anziana di loro ed abitava gia’ li….Puo’ consigliarmi qualcosa? Sarei tristissima anch’io se facessero uno scempio simile’,

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