Una foto una storia (dal 18 giugno 2009)

La foto della testata del blog dal 18 giugno 2009
Scolpire il giardino per consegnarlo all’arte

giardino-marbal-al-tramonto-per-testata.jpg

Conosco Mario Balliana, scultore noto con il nome d’arte Marbal, da ben più di vent’anni. Vive nella frazione Fontigo di Sernaglia della Battaglia, in una bella valle ariosa tra le montagne e la città di Treviso. Nei suoi percorsi d’artista Mario ha dato spazio alla natura e all’urgenza di servirsi delle mani non solo per modellare la pietra inanimata, ma anche le piante, la terra, il paesaggio, le creature con cui entra in contatto grazie ad una profonda sensibilità. L’ho conosciuto mentre stava abbozzando il giardino della sua casa e già si indovinava il disegno che aveva concepito: plasmare lo spazio con l’uso di alberi e piante autoctone delle montagne venete e raccordare il giardino con i punti di riferimento del territorio e della storia locale.

Giardino-Marbal-al-tramontoGiardino-Marbal-scorcio-dallo-studio-di-Mario-Balliana-verso-il-centro-del-giardino

Giardino-Marbal-boschetto-di-specie-autoctone-su-lastra-di-pietraGiardino-Marbal-grande-roccaglia-che-riproduce-gli-ambienti-alpini-del-CansiglioGiardino-Marbal-anfiteatro-d'erbaGiardino-Marbal-anfiteatro-per-eventi-culturaliPer nulla interessato ai moduli canonici dell’architettura del paesaggio, si è inoltrato lungo un cammino del tutto personale, come nella scelta di “scolpire” una grande e articolata roccaglia (e strepitose lastre in pietra, usate come vassoi naturali per contenere vegetazione) e poi di vestirla con alberi, soprattutto conifere, fatti nascere dai semi dei boschi del Cansiglio e gestiti come bonsai, accompagnandoli con il suggestivo corteggio di piccole piante alpine. Oppure di costruire in pietra a spacco un anfiteatro presso un antico edificio accessorio della proprietà e un altro d’erba dalla parte opposta del giardino, con l’erba che ritaglia un segno geometrico di grande impatto visivo. Ai due lati, alberi formano boschetti attraversati da un camminamento e chiudono il giardino allo sguardo. Le sue sculture, e un cancello-scultura di notevole forza espressiva, condividono lo spazio con le piante, si defilano contro le siepi, si appoggiano sulla ghiaia fine e chiara delle pavimentazioni, emergono dalla vasta distesa a prato. L’artista Marbal ha incontrato l’appassionato giardiniere Mario Balliana ed è nato il progetto “Arte e ambiente” di cui potete leggere qualcosa in rete a questo indirizzo.
Giardino-Marbal-sculture-della-vasca-centraleGiardino-Marbal-scultura-lungo-una-siepeMi è venuta voglia di dedicare la testata del blog a questo giardino perché, cercando su internet chissà che cosa, ho visto che anche quest’anno Mario Balliana ospiterà nel suo regno uno dei Concerti d’Altamarca che sono diventati tradizionali nei luoghi di fascino dell’Alto Trevigiano in questo periodo dell’anno. Io ci sono stata due o tre anni fa, e la foto della testata si riferisce proprio all’attesa del concerto, quando la luce del giorno onorava ancora la scena, ma già si accendevano le piccole luci segnapasso. E siccome quest’anno l’appuntamento è per le ore 20,45 di domenica 21 giugno, ovvio che sia una festa musicale per il solstizio d’estate. Suoneranno gli Aighetta Guitar Quartet Montecarlo con musiche di Bizet, Vivaldi, Loli, Fauyrat, Szonyi, Del Fa. Chissà mai che una bacchetta magica o un tappeto volante mi faccia superare in un soffio i 500 km che dividono il mio giardino da quello di un amico artista: come non essere ingordi, sapendo che vivere il giardino anche con l’udito aggiunge arte all’arte.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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