Alberi e politica

Trascrivo sul blog un brano per non perderlo e per condividerlo. L’ho ritrovato su un depliant di presentazione di un convegno con cui quattro comuni bresciani, Rovato, Cazzago San Martino, Travagliato e Berlingo, l’aprile scorso hanno presentato il progetto di un grande parco sovracomunale al posto di una cava esaurita. Per leggere qualcosa sul progetto cliccate qui. Il brano  è tratto da “L’arboreto di Pistoia” dell’architetto G.B. Bassi. Mi piace molto il senso, meno la forma linguistica, ma questi sono affari miei.

…fosse vero che i nostri politici ritrovassero quella fede di coloro che piantarono i maestosi viali nelle nostre campagne e non furono gratificati nel vederli come oggi noi li vediamo!
Caratterizzare un programma politico con le parole tenacia e speranza è segno di riscoperto coraggio; equivale a dire non demagogicamente “accadrà” ma “facciamo sì che accadrà”; e del resto visto che l’incaricata del programma è la natura possiamo giustificatamente aver fede che essa rispetterà ciò che la caratterizza: tenacia, tempo
.

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Pubblicato da

Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

3 thoughts on “Alberi e politica

  1. Ciao Mimma,
    questa mail per dirti che non mi perdo un tuo articolo, da neofita e cittadina con una casa con due piccoli balconi.
    Mi stai introducendo ad argomenti a me sconosciuti con una grazia, una delicatezza ed una competenza assolutamente affascinanti.
    Ed io leggo con grande piacere e , leggendo, mi chiedo come si sedimenterà la passione che trasmetti dentro di me, ad alimentare una silenziosa voglia (necessità!) di rimettermi in gioco con qualcosa di vivo, pulsante, in divenire.
    Grazie!
    Roberta-Bologna

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    1. @Roberta
      Ciao Roberta, io scrivo e racconto perché il tempo che passa non si porti via tutto l’amore che provo per la vita, entusiasmo, stupore, accumulo di competenze, piacere della scrittura, tutte cose che cerco di contenere per non buttare onde di piena sul mio prossimo che benevolmente mi legge, ma che evidentementre traspaiono. Poi, quando arrivano messaggi come quello che mi hai inviato, sento di avere una responsabilità e un impegno nei confronti degli altri. Se ti può aiutare a prendere coraggio e sondare la tua strada, io ho trovato la mia strada e la mia forza il giorno in cui ho potuto disporre di un terrazzino tutto mio dove coltivare piante e, in risposta ad un’amica che mi aveva regalato per Natale una coppia di papagallini ondulati, sono riuscita a farli riprodurre. Sono passati oltre trent’anni ma penso ancora a quel terrazzino con l’orto in vaso e a quella lavanderia piena di cocorite di tutti i colori come iniziazione. Se ascolti ciò che provi, di certo per cominciare ti possono bastare due piccoli balconi urbani. Un abbraccio.

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  2. Cara, cara Mimma,
    come trovare le parole per dirti che sei una creatura meravigliosamente sensibile e generosa?
    In un mondo arido e teso unicamente al profitto e alle furbate, ci sei tu, attenta e vibrante ad ogni alito di vento e ad ogni segnale di attenzione alla vita e di attaccamento alla natura.
    Un raggio di sole subito dopo le tinte cupe, plumbee dell’intervista a Maria Giulia Crespi sull’approvazione del Piano Casa del governo.
    Paragonato a questo provvedimento, il pessimismo storico di Leopardi scompare!
    E’ quasi un miracolo quello che stiamo portando avanti noi, piccole amministrazioni comunali della provincia bresciana!
    Come dici tu, vorrei che si potesse diventare salmone, che sa nuotare contro corrente, o rondine, capace di affrontare tempeste e bufere per tornare ai luoghi della riproduzione della vita. Ma è sempre più difficile.
    Grazie!
    Barbara

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