Una foto una storia (dal 4 agosto 2009)

La foto della testata del blog dal 4 agosto 2009
Ricordando Angelo Tosi giardiniere
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Ieri, solo ieri, mi sono detta che dovevo cominciare a pensare alla sostituzione della foto per la testata del blog. Mentalmente ho ripassato l’elenco delle foto papabili e ieri sera ho scelto quella scherzosa di tre uomini del verde italiano alle prese con la macchina fotografica come comuni turisti, in realtà nella veste di esperti del verde in viaggio per aggiornare le conoscenze e mantenere vigile l’attenzione verso un argomento che interessa sempre meno le istituzioni e, forse, sempre più i cittadini. L’ho realizzata in Germania, credo nel 2004, in uno dei viaggi che una volta facevo con i direttori e i tecnici del verde pubblico italiani aderenti all’associazione che riunisce i migliori e i più appassionati tra loro. Oggi mi avvertono al telefono che l’amico Angelo Tosi è morto, a 77 anni e molto prima di aver esaurito la sua passione, la sua voglia di esserci e di partecipare al mondo che gli è appartenuto sin dai vent’anni. Così la foto scherzosa che lo vede ripreso (è il primo a sinistra) diventa il mio omaggio ad un uomo che non ha risparmiato forze e competenze per rendere più verde la città di Casale Monferrato, dove ha diretto a lungo il servizio di verde pubblico, per aumentare l’interesse degli italiani verso il giardinaggio e verso le piante (apparteneva alla Società Orticola Casalese, era tra gli organizzatori di Coniolo Fiori, teneva corsi di giardinaggio ovunque lo chiamassero). Mettendo a disposizione le proprie competenze ha lavorato nel sociale, per esempio per dare, con l’orticoltura, un lavoro e una redenzione agli ospiti del carcere di Alessandria.
Angelo non c’è più, stroncato in un anno da un mesotelioma, il cancro ai polmoni che ha reso tristemente famosa Casale Monferrato con le sue fabbriche che lavoravano l’amianto. Di lui ricorderò anche questo: tre-fotografi verdiquando non parlavamo di piante, parlavamo della necessità di non abbassare la guardia su tutto ciò che realizza denaro e potere passando sul corpo dei cittadini, in primis i cittadini del luogo in cui, per quanto spaventato da ciò che aveva quotidianamente sotto gli occhi, aveva scelto di restare. Oggi, per me, è come se avesse pagato ingiustamente una scelta di responsabilità.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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