Una foto una storia (dal 30 agosto 2009)

La foto della testata del blog dal 30 agosto 2009
Sedum protagonisti a Murabilia

cropped-sedum-hybridum-joyce-henderson-con-ape-per-testata.jpg
Tempo fa avevo accantonato una foto di Sedum x ‘Joyce Henderson’ con un’ape al lavoro sui fiori di questa che è una delle poche piante da giardino ancora in grado di offrire un buon bottino di nettare a fine stagione. L’avrei usata nel blog un po’ più avanti, al tempo in cui da me diventa matura l’uva fragola, si assaggiano le prime mele autunnali per commentare se sono abbastanza zuccherine e si raccolgono le zucche. Invece anticipo di qualche settimana, perché si avvicina un’imperdibile occasione per vedere i sedum protagonisti. Dieci o quindici anni fa erano tra le erbacee perenni più gettonate, anche in virtù della facilità di coltivazione in piena terra e in vaso e del fogliame succulento interessante, in molti casi sempreverde. Il catalogo Priola conta tuttora un centinaio tra specie, ibridi e varietà, ma l’impressione è che, sicuramente a torto, i sedum siano stati un po’ accantonati.  Al massimo si vedono le piccole specie frugali come S. album, S. acre, S. sieboldii, S. spathulifolium magnificate come copertura dei tetti verdi, ma sono rare le occasioni per vederli valorizzati, anche per lo straordinario contributo che queste piante danno ai giardini senz’acqua.

Sedum-Iceberg-Anemone-japonica-Ashwood-Nursery

Sedum-spectabile-IcebergSedum-telephium-Matrona-a-Chaumont

Ed ecco che arriva Murabilia, a Lucca il prossimo fine settimana (4-6 settembre: se venite ci troveremo là) che li porterà al centro della scena, insieme alle felci (altre cenerentole dei giardini) e alle piante dark, cioé scure.
In breve, il genere Sedum, famiglia delle Crassulacee, comprende circa 600 specie succulente, di cui una trentina spontanee in Italia. Tra queste, importanti per i giardinieri perché sono state punto di partenza per varietà e ibridi molto interessanti a fioritura tardo estiva e autunnale, ci sono S. telephium e S. maximum. Alcune specie provenienti da regioni tropicali o subtropicali non hanno la stessa rusticità e, in coltura, trovano impiego come piante da appartamento di buon carattere, ovvero coltivabili anche dai meno esperti purché possano godere di molta luce. Io da anni ho nel vano scale due specie originarie del Messico, S. morganianum dai lunghi  rami penduli di foglioline cilindriche succulente, grigio luminoso e S. rubrotinctum, che in inverno diventa rosso fuoco. Bagno le due Sedum-rubrotinctum-(Liguria,-febbraio)piante quando mi ricordo, in inverno quasi mai, le concimo se va bene due volte in stagione con un concime liquido, le rinvaso ogni due o tre anni e loro non si lamentano mai, anzi offrono materiale da riproduzione in abbondanza.
I sedum rappresentano una delle mie prime esperienze di coltivazione: era un pezzetto di Sedum spectabile regalatomi da una donna cui avevo, per gentilezza, fatto un complimento su quell’ampia corbeille settembrina vagamente rosea che decorava l’ingresso della sua cascina. Lei aveva staccato un fusticino laterale e me lo aveva offerto. La cosa strana è che, dopo aver traslocato in tre famiglie e due località diverse a causa di vicissitudini che non sto a raccontare, 25 anni dopo sono ritornata in possesso della stessa pianta. Da una decina di anni condivide un angolo con le graminacee e lotta per sopravvivere all’oziorrinco che, quando non ha più di meglio da offrire alla sua prole, va a deporre le uova tra le radici di questa succulenta, evidentemente appetita (e infatti la famiglia delle creassulacee è parente prossima delle sassifragacee, direi la famiglia che sfama l’oziorrinco più di tutte le altre). So che il mio sedum, ormai ampiamente superato per bellezza da molti ibridi e varietà di S. spectabile, non si perderà, Sedum-hybridum-Joyce-Henderson-con-apeper non farmi ricredere sulla continuità di certe presenze nella mia vita. Perciò, oltre che a voler essere un invito a visitare Murabilia, questa testata del mio blog è un omaggio alla tenacia e alla fedeltà dei sedum e una dimostrazione di fiducia che non si smentiscano.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

One thought on “Una foto una storia (dal 30 agosto 2009)

  1. Ciao Mimma!!! Che bella occasione per poterci incontrare di nuovo!!! Io ci sarò il venerdì con mia sorella che tu hai conosciuto a Milis ed una carissima amica milanese trapiantata in Toscana appassionata come me o forse peggio di me di giardinaggio. Non vedo l’ora d’essere lì e poter ammirare le bellissime collezioni di Sedum e di Felci. Complimentissimi per la foto dell’ape sul Sedum. Ciaooooo!!!

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