Paesaggi e rispetto

Scrive Sara al mio blog il 15 novembre scorso: Oggi sono stata ad un convegno sul consumo del territorio e il degrado del paesaggio. Una cronaca di guerra nel centro di una delle province più martoriate dal mattone, la mia. L’unica proposta seria, da quasi tutte le parti, è stata fermare lo scempio, senza deroghe o condoni. Non si trattava di un raduno di facinorosi ambientalisti, c’erano tecnici, docenti universitari ed amministratori da tutta la penisola. Però, la cosa forse più buffa rilevata, è che anche in questo caso i dati non sono certi, ma approssimativi per difetto, perchè nessuna rilevazione accurata viene più commissionata da anni. E se, tutti insieme, si iniziasse a raccogliere le tracce delle cattedrali del cemento, cioè di tutte quelle opere edilizie iniziate, mai finite o mai utilizzate, che si sono mangiate e si stanno mangiando la campagna?

Solo una settimana prima, il 6 novembre scorso, Marcello aveva mandato le sue considerazioni a commento del mio post “Milis è una storia”: Sono stato anche io a Milis e solo ora arrivo a questo bel sito. Abbiamo molto bisogno di diffondere la cultura del verde in Sardegna e gli amici di Milis è giusto abbiano tutto il nostro apprezzamento. A Milis ho visto anche Soru, che usciva sconfitto dalle elezioni regionali. Mi vien in mente Soru perchè con la testardaggine dei sardi ha tentato di frenare l’ondata di cemento che stava sommergendo la Sardegna. Oggi noi che amiamo il verde e la natura dobbiamo guardare come si dice “il bosco e non la singola piantina”: la Sardegna è ancora una grande giardino, con i suoi paesaggi di mille forme e colori, tutti diversi: dai calcari di Alghero e di Tavolara ai graniti della Gallura, dalle torri nuragiche alle antiche chiese. Vogliamo tutti impegnarci a difendere questo patrimonio? La nuova legge delle giunta Cappellacci apre mille strade alla distruzione delle nostre coste e delle campagne. Lo fa in modo furbesco e populista. E non va dimenticata la prevista incentivazione di nuovi campi da golf. Milis e il Campidano erano il polmone e il giardino profumato della Sardegna. Cosa è rimasto di questo? Le persone di cultura è giusto che impegnino le loro energie per il patrimonio della Sardegna.
Mi ripromettevo di rispondere ad entrambi, invece sono perennemente travolta da altro. Un momento fa ho però ritrovato casualmente tra i miei appunti questo brano scritto da Pietro Porcinai nel 1968 e pubblicato nella presentazione del sito che la figlia Paola cura per mantenere viva la memoria e la lezione di civiltà di un grande del Novecento italiano (andate a vedere all’indirizzo pietroporcinai.net). A volte anche se non si ha tempo si fa di tutto per trovarne, così ho trovato i dieci minuti necessari per mettere in rete tre testimonianze legate da un unico filo con in più, di mio, alcuni degli appunti fotografici che, per il contenuto inquietante, relego in una cartella del mio archivio assai poco frequentata. Scrive Porcinai:

La nostra sopravvivenza è legata al paesaggio. Dobbiamo fare in modo che i nuovi paesaggi tornino ad essere formati come furono quelli di Firenze antica, di Venezia antica, di Siena antica ecc. Il paesaggio riflette sempre, infatti, la qualità di un ordinamento sociale ed infatti la società che non ha rispetto per la natura terrestre non ha nemmeno rispetto per la natura umana.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

2 thoughts on “Paesaggi e rispetto

  1. Grazie Mimma, di argomentare ancora una volta sulla salute del verde in Sardegna.
    Le manovre del governatore Cappellacci nella nostra regione, fatte su misura per aiutare gli speculatori, ci lasciano allarmati e perplessi.
    Sono preoccupata per la salvaguardia delle nostre bellissime coste, che adesso verranno assalite da imprese edilizie ( di sicuro poi non sarde ) che costruiranno ville per vips e villaggi turistici per far arricchire i soliti ignoti.
    Diamo voce dunque alle nostre perplessità e al malessere di noi amanti della natura e del verde.
    Volevo segnalarti la nascita del nostro nuovo blog!! Io, mia sorella Delia e le nostre amiche e amici abbiamo fondato un blog dove scrivere di giardinaggio e natura ( http://furigheddagardening.blogspot.com/ ) a modo nostro.
    Se avrai il tempo di visitarci ne saremmo orgogliosi.
    Ti abbraccio!! =)
    Tiziana

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