Fiori per calpestare la paura di ogni paura

Oggi è la Giornata della Memoria, il giorno dell’anno che dal 2000 è dedicato al ricordo delle vittime dell’Olocausto. Non so perché, forse per l’aria che si respira in giro, oppure perché sono io ad essere diventata più sensibile a questo tema, penso che il rispetto e la conservazione della memoria avrebbero bisogno di essere allargati a tutto e a tutti. Penso che una nazione immemore ripete all’infinito gli stessi errori, vive alla giornata, usa il cinismo e il razzismo invece della pietas e dell’accoglienza, mira a riempire le tasche più della mente. Se ne parlo qui, nella mia oasi di piante e fiori, è perché ho trovato una sottile traccia che lega fiori e giardini alla Giornata della Memoria. Dentro ad una bustina blu con lo stemma comunale e una facciata di testo intelligente, il comune di Genova oggi distribuisce semi di fiori per prati fioriti e presenta un giardino dedicato alle religioni delle comunità  straniere della città,  che avrà fra le altre cose un distributore che dispenserà assieme semi e versetti religiosi in modo assolutamente stocastico. Lo spirito sta in Virgilio, Georgiche, riportato in un corpo più grosso di tutto il resto: “…vorrei che mi fosse cara la campagna,/l’acqua che scorre nelle valli/e potessi con umiltà/amare le foreste, i fiumi./ Felice chi si avvicina al cuore delle cose/ e calpesta la paura d’ogni paura,/il fato inesorabile,/il frastuono ossessivo di Acheronte”. E poi qualche riga su come usare la bustina per cominciare a diventare giardinieri e l’elenco delle specie che concorrono al prato fiorito che ogni genovese può seminare magari, perché no, lungo le strade della sua città per renderle più allegre: da Achillea millefolium a Saponaria ocymoides, passando per Centaurea cyanus, Festuca rubra, cumino, papavero, calendula, margherita e lino…
Poi, io che leggo sempre tutto sino alla righetta in fondo in corpo 4, ho trovato in un angolo chi ha avuto l’idea: “Ideazione e progetto Vitaliano Biondi” e chi ha fornito i semi, Antichi poderi del paradiso. Cioè gli stessi della merda d’asino a cui ho assegnato meno di un mese fa il premio come migliore idea giardinieristica del 2009. Da quella ai semi due punti utili per tirare la linea della memoria e di un giardino che vuole accoglierla.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

3 thoughts on “Fiori per calpestare la paura di ogni paura

  1. Ti ringrazio ancora per il commento sul nostro blog Amicidellorto:

    Io non festeggio Giorni della Memoria per nessuno, li trovo un’ipocrisia dato quello che succede in giro per il mondo e in Palestina, dove la stella di david che era cucita sulle giacche di quei poveri cristi ora è sugli elmetti tecnologici di nuove SS e un popolo innocente di quello che hanno patito gli ebrei si trova ad essere perseguitato e sfrattato…

    Scusa lo sfogo, ma cerco sempre di pensare con la mia testa, finchè funziona

    Paolo

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    1. @Paolo

      Anch’io cerco di pensare e parlare ragionando, ma sulla memoria non posso che ribadire ciò che ho detto nel post. Perché se l’umanità avesse digerito ciò che è successo quella volta là, e non è che un esempio tra i troppi e tragici, forse avrebbe lavorato ad evitare ciò che sta succedendo adesso: risarcire un popolo annientandone un altro.
      La memoria, la libertà e la pace sono alla base del nostro essere uomini per poterci dire tali. Giorno della memoria per me è festeggiare il fatto che siamo in grado di ricordare, stratificare memoria ed esperienza e agire in conseguenza. Se siamo uomini davvero. Non festeggio per qualcuno, se vuoi lo faccio per me, per ringraziare la vita dello strumento che mi ha dato. Forse, per esorcizzare la follia che è sempre in agguato. Per questo mi piacciono i semi di fiori e la bustina genovese di ricorrenza.

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  2. Non sono d’accordo con Paolo, prima di tutto il giorno della memoria non si festeggia.
    Non ricordarlo perchè ci sono situazioni altrettanto tristi e sbagliate è un’ipocrisia, un alibi che non regge.
    Come dire “non piango per l’ingiustizia che hai patito dato che penso che un tuo parente abbia fatto altrettanto”.
    Per me certe ricorrenze servono per ricordare quanto si è fragili, crudeli, indifferenti, intolleranti, egoisti e mi aiutano a guardare il mio prossimo con occhi diversi: magari scuotono la mia coscienza solo per un pò, ben vengano quindi queste giornate della memoria, per qualsiasi memoria.

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