Dialoghi sui massimi sistemi

Da VerdeMura sulle mura di Lucca, un appunto perché non si perda. Ci sono infatti fuori programma che bisogna prendere al volo, buone lezioni da buoni pulpiti che sono tali solo se ascoltate, appuntate e ridistribuite.
Ieri pomeriggio ho girato di stand in stand con la giuria per assegnare i premi agli stand considerati i migliori. E io, che avevo il ruolo di segretaria, ho ascoltato gli umori e i commenti. Noi italiani, si sa, siamo anarchici in tutto. Le regole della giuria imponevano di ritrovarsi alla fine a discutere sulle classifiche dei punteggi ottenuti da ciascuno stand; seduti attorno ad un tavolo che era ormai quasi sera, ho trattenuto con difficoltà disquisizioni di ogni tipo che avevano come partenza gli stand oggetto delle votazioni, ma come arrivo una rosa di argomenti quanto più possibile diversi. Partendo per la tangente come capita spesso ai creativi made in Italy, Vitaliano Biondi e Miro Mati si sono lanciati in una discussione che a mio parere è una lezione interessante per tutti. Sicchè per un momento ho smesso di essere la segretaria di una giuria e sono diventata una scolara diligente che, prendendo appunti, adesso è in grado di riportare questo testo sul tema delle radici. A parlare era Miro Mati, vivaista di alberi tra i più importanti d’Europa e di suo, per formazione scolastica, interesse personale, dialoghi con studiosi di mezzo mondo, attento alla fisiologia vegetale, anche in rapporto a quanto serve per migliorare la coltivazione delle piante ornamentali.

Bisognerebbe finalmente smetterla di trattare le piante come animali da zoo e mettere più attenzione nello studiare il problema della loro coltivazione in vaso. Io a suo tempo creai il sistema Airplant con i vasi sollevati da terra, forati sul fondo e con la camera rizogena all’interno per evitare o limitare la formazione di spiralizzazioni. Le radici hanno memoria e comunicano tra loro sul modo di vegetare. Gli apici radicali hanno un consumo energetico pari ai neuroni animali, sicché devono ottimizzare infomazioni e modi di crescere. Quando comincia la formazione delle radici, l’informazione che serve è trovare la via più breve per andare alla ricerca di fresco e umido; allora la nuova radice scende e solo dopo si ramifica. Chiunque in questa stagione può controllare il comportamento di una ghianda in germinazione. La nuova piantina non fa foglie, cioé non sviluppa la parte aerea, sino a quando la radichetta non ha passato il via libera, cioé ha trovato un substrato sicuro nel quale svilupparsi. Quando le piante vengono coltivate in vaso, ai primi stadi di sviluppo le radici sanno dove andare, poi non trovano più spazio e cominciano la loro spiralizzazione. Un brutto affare, perché questo modo di crescere resta nella memoria delle radici. Una volta che il pane di radici verrà piantato in piena terra, le radici potranno impiegare sino a 5 anni per capire che c’è un altro modo di svilupparsi e di ottimizzare l’assorbimento di nutrienti.

Prendete la lezione come vi pare, ma non fate crescere le vostre piante in vasi troppo piccoli o per troppo tempo. Tutte le altre informazioni per una primavera di successo in giardino questo fine settimana le trovate qui sulle mura di Lucca, tra Porta Santa Maria e Baluardo di San Martino. Buone piante, buone informazioni e buona atmosfera: per me un mix perfetto.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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