Una foto una storia (dal 3 aprile 2010)

La foto della testata del blog dal 3 aprile 2010
Attorno all’orto per dire che è primavera
“Che vuoi, è un anno così. Domani pioverà e sarà una Pasqua del cavolo”. Invece di star lì ad ascoltare le solite lamentele per questo tempo piovoso e ancora freddo, io me ne vengo alla scrivania con il pensiero di cambiare la testata perché almeno sia una Pasqua dei ravanelli: i cavoli fanno tanto inverno, i ravanelli (Raphanus sativus) invece fanno primi ortaggi seminati e primi ortaggi raccolti e sgranocchiati con la soddisfazione di averli prodotti in proprio. E il loro colore dà energia per sconfiggere grigio e pioggia. Oltrettutto da oggi alla prossima domenica ho in animo di dedicare qualche post all’argomento orto, che ho trascurato parecchio, con la giustificazione che, essendo negli ultimi due o tre anni protagonista su tutti i fronti a furor di popolo, non ha bisogno di supporto da parte mia. Io nell’orto ci vado, salgo le scale di casa con la schiena spezzata ma con cesti di buone cose che per me sono simbolo di vera ricchezza (in questi giorni non molto, ma quanto basta: broccoli, cavoli neri toscani, cime di rapa, rape, cicoria zuccherina di Trieste, radicchi e endivia riccia). Come tutti i piaceri privati, mi sembra di non doverne parlare in prima persona. Ma adesso ho molte cose da raccontare, non mie ma di altri che di orti si occupano su diversi fronti e, soprattutto, ho da dire di un appuntamento che affronta l’orto, per così dire, a 360 gradi. Si svolgerà a Camaiore, in Versilia, il 9 e 10 aprile, cioé tra una settimana. Titolo: “E’ la via dell’orto”. E siccome ci saranno sementi e piantine da acquistare, mostre da vedere, guerriglieri da orto urbano contemporaneo e post post tutto per raccontare l’approccio giovane alle tematiche orticole e non solo, pièces teatrali per tenere viva invece la memoria contadina, insomma una serie non piccola di motivi per parlare a profusione di orto, mi impegno a dire la mia tutta la settimana, compresi i giorni di svolgimento della manifestazione, che seguirò da vicino.
In quanto alla foto, che ho scattato lo scorso anno ad una qualche manifestazione piemontese di primavera, si tratta del ravanello ‘Lungo di Torino’ altrimenti noto come ‘Tabasso’ o ‘Lungo di Moncalieri’. Più sviluppato dei ravanelli tondi, gode localmente di molta considerazione. Tutelato nel Paniere dei prodotti tipici della Provincia di Torino, sul sito dell’Ente viene così descritto: “Nacque dall’incrocio tra due varietà diverse di ravanello, e precisamente il Ravanello ‘Torino’ – rosso e bianco, precoce, ma tendenzialmente cavo all’interno – selezionato da un abile agricoltore a Testona di Moncalieri, e il ravanello ‘Oliva’, proveniente dalla Liguria, tutto rosso e di forma allungata. Il frutto di questo incrocio e delle successive stabilizzazioni della varietà ha forma allungata, polpa piena e soda, è rosso con la punta bianca, ed è caratterizzato da aromi fini e persistenti, senza traccia d’amaro o di piccante. In tavola, una nota primaverile da gustare tutto l’anno.”

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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