Perché mi piace la festa degli orti di Camaiore

C’è qualcuno che, non conoscendomi, nei giorni scorsi ha insinuato: parli bene della manifestazione sugli orti che si terrà a Camaiore il 10 e 11 aprile perché al progetto ci lavori. Chiarito en passant che non ho mai venduto spazi di espressione miei privati e che per denaro non sacrificherei per nulla al mondo la mia libertà di pensare e di dire ciò che mi pare, aggiungo che credo nella bontà dell’idea di fare festa due giorni sul tema orto in una zona d’Italia con una forte tradizione orticola e con un rapporto sano e profondo con il territorio e con le piante. Per dire: in Lucchesia creano un’accademia per salvaguardare la zuppa di “erbi” della gastronomia locale e insegnare, a chi non ha parenti in casa che possano farlo, a riconoscere le erbe commestibili dei prati che sono utili allo scopo. Ne hanno catalogate 63 diverse, si sono riferiti alle chiavi dicotomiche di Pignatti per classificarle, per essere sicuri della correttezza si sono fatti aiutare dall’Orto botanico di Lucca e sul sito internet hanno corredato molte schede con la fotografia. Se non credete che qualcuno lavori così, andate a vedere qui e intanto trascrivetevi la ricetta.
Credo nella bontà dell’idea del Comune di Camaiore anche perché sino ad ora in tanti hanno creato animazione con l’orto (dal progetto Slow Food al libro di Nadia Nicoletti per i bambini ai corsi di orticoltura e ai gruppi di orticoltura urbana da balcone per gli adulti), ma quasi nessuno ha pensato di fare il punto chiamando in causa le diverse realtà che concorrono a tenere alto l’interesse nazionale su un argomento dalle mille implicazioni culturali e sociali. Io personalmente conosco solo  una festa espressamente dedicata all’orto ed è Ortinparco a Levico (Tn), di cui potete trovare notizie qui. Un pensiero all’amministrazione provinciale di Trento che sette anni fa l’ha voluta per valorizzare un antico parco. In quanto alla manifestazione di Camaiore, saprò dire qualcosa domani, quando sarò sul posto.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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