L’acacia di Costantinopoli

Le mando una foto di una mimosa che non ho visto mai. Faccio notare che la pianta sta in serra perché dove vivo d’inverno fa molto freddo e fuori morirebbe. Vivo a Stoney Creek, Ontario, Canada”.
Mi è arrivata questa mail al blog, a firma Giuseppe, insieme alla foto che pubblico qui. La richiesta è di dare un nome alla pianta. Nell’Ontario forse è una rarità, qui invece non è difficile da riconoscere e, siccome comincia la sua fioritura proprio in questo periodo per proseguire sino a settembre, condivido una nota su questo albero di medie dimensioni, piuttosto rustico nonostante l’aspetto esotico: sopporta sino a -20 °C purché il terreno non sia  inzuppato d’acqua. Ha foglie decidue, finemente bipennate e del tutto simili a quelle di molte mimose, fiori rosei, un po’ radi in cima alla chioma, che formano ciuffetti vaporosi nella prima parte dell’estate, seguiti da legumi che permangono sulla pianta anche in inverno; in quanto al portamento, è elegantemente leggero, con la chioma larga e piatta che evoca savane aride e assolate. Si chiama Albizia julibrissin o acacia di Costantinopoli (per gli anglosassoni è l’albero della seta, o falso tamarindo): cresce normalmente, essendo abbastanza rustica, anche nei giardini e nelle alberate stradali del Nord Italia, dove il suo aspetto ornamentale è apprezzato da due secoli e mezzo. Nel 1740 un naturalista fiorentino di antica casata, Filippo degli Albizzi, portò i semi da Costantinopoli; scoprì che germinano facilmente e che nei nostri climi la pianta ha una buona resistenza al gelo (molto meno al ristagno di acqua, anche se in estate ama frequenti irrigazioni, e va piantata in terra abbastanza fertile e molto ben drenata). Il nome del genere Albizia, che comprende una cinquantina di specie spontanee in Asia, Africa e Australia, rende omaggio al fiorentino che per primo se ne è interessato. Altre notizie sul genere si trovano su wikipedia, mentre la specie è ben descritta, anche per quanto riguarda l’etimologia del nome e la qualifica di specie invasiva in Giappone e parte degli Stati Uniti, sulla scheda inglese di wikipedia. In quanto alle varietà, ‘Alba’ ha i fiori solo bianchi, ‘Rosea’ li ha di un rosa più carico della specie tipica, come ‘Ernest Wilson’, che è considerata più resistente al freddo. Qualche anno fa sono state create due nuove varietà con caratteristiche molto interessanti: ‘Ombrella’, creata in Francia, ha portamento più compatto, foglie d’un verde più scuro e fiori rosso-arancio più abbondanti che nella specie tipica, mentre ‘Summer Chocolate’, selezionata in Giappone negli anni Novanta, in estate ha le foglie d’un interessante color bronzo scuro. In Italia io l’ho vista nel vivaio La casina di Lorenzo di Davide Picchi in Lucchesia, però non la trovo sul suo catalogo on line (www.lacasinadilorenzo.com).

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

4 thoughts on “L’acacia di Costantinopoli

  1. Ciao Mimma, queste foglie “finemente bipennate ” mi ricordano delle sopracciglia di una giornalista, esperta botanica, conosciuta in Rai qualche anno fa. Complimenti bel sito, Maurizio Berti,,,, “quello che sposta i boschi”

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    1. @Maurizio
      Beh, sapessi che piacere ritrovarti a casa mia, tu che sposti boschi io che sposto parole, tutti e due nella stessa direzione. E’ proprio vero che quando ci si capisce non ci si perde. E io l’altro giorno mi chiedevo chi era il cancerino poeta che mi mandava gli auguri…

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  2. Buongiorno, stavo cercando di scrivere un articolo sulla Acacia di Costantinopoli sul mio blog e poi ho incontrato il suo.
    Vedo che ci accomuna la passione per le piante e per la natura anche se io sono più orientato verso le piante spontanee e anche l’mpostazione del blog anche se il suo è molto più ricco. D’altra parte io ho appena incominciato.

    Ritornerò a visitarLa con più calma.

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