Paesaggio: ipse dixit

Cose strane. Oggi sono a Pistoia per il convegno Vestire il paesaggio, sorta di catarsi di domenica scorsa. C’è chi sveste il paesaggio attorno a casa mia e qui si parla e si praticano i modi di vestirlo. Una manciata di frasi al volo che mi sono piaciute. A voi scegliere quali usare per approfondire un pensiero.
– I Medici sapevano fare paesaggio, ma era per pochi. Oggi dobbiamo saperlo fare per molti. (Ivano Paci, presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia).
– Non voglio avere solo le volpi in città come sta succedendo ora a Firenze. Voglio avere anche il verde ornamentale. (Giovanni Salvatori, assessore all’Agricoltura Regione Toscana)
– Uno studio inglese dice che il valore di una casa aumenta sino al 20% se nella vicinanza ci sono spazi verdi. (Renato Ferretti, funzionario Provincia di Pistoia che ha organizzato il convegno)
– Il made in Italy agroalimentare va accostato al made in Italy del florovivaismo. Abbiamo aperto un tavolo e il ministero dell’Agricoltura ha investito per ora 2 milioni di euro. (Alberto Manzo, dirigente  Ministero Agricoltura)
– Platone diceva: le idee sono fuori di noi, sono nell’aria, scritte nel paesaggio. Dobbiamo diventare più umili e guardare quale sia il linguaggio del paesaggio. (Fernando Caruncho, in un buon italiano: i suoi discorsi, e i suoi interventi, adorabile musica per le mie orecchie e gioia per i miei occhi)
Potature? Piantiamo alberi e lasciamoli crescere indisturbati. (Paolo Villa, presidente nazionale AIAPP)
– Nei paesaggi di domani sarà fondamentale la riqualificazione urbana, che è tale solo con il verde. Quindi bisogna investire sul territorio, non tagliare gli stanziamenti. (Silvia Viviani, presidente per la Toscana dell’Istituto Nazionale di Urbanistica)
Nelle città si sta uccidendo la biodiversità e si mette in vendita il territorio italiano, dalla Maddalena alle Dolomiti. Bella premessa per festeggiare i 150 anni dell’unità d’Italia. (Paolo Odone, acuto e polemico direttore del verde, in pensione, della città di Torino)

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

One thought on “Paesaggio: ipse dixit

  1. ciao Mimma, scelgo senza esitazione questa:
- Nelle città si sta uccidendo la biodiversità e si mette in vendita il territorio italiano, dalla Maddalena alle Dolomiti. Bella premessa per festeggiare i 150 anni dell’unità d’Italia. (Paolo Odone, acuto e polemico direttore del verde, in pensione, della città di Torino)

    Milano è diventata la città capitale della speculazione edilizia, si costruisce pensando al massimo del realizzo senza nessun pensiero per il verde, di come complessi possono diventare i trasporti, senza prevedere aree adeguate di parcheggio e di sfogo del traffico e della sosta, tutto è teso solo a costruire con il massimo quadagno, si costruisce immediatamente a ridosso dei marciapiedi, non si lascia libero un metro e mi rendo conto che diventa quasi patetico chiedere di avere un po’ di verde, le piazze sono solo asfalto e cemento, venisse mai in mente a uno di questi pregiatissimi architetti di piantare un albero in mezzo a una piazza.
    
E poi questa pagliacciata del “federalismo demaniale” sappiamo benissimo come andrà a finire, senza una tutela anche un po’ addormentata dello stato centrale, un mucchio di aree paesaggistiche e demaniali saranno date in pasto a chi vorrà costrurci qualcosa e produrre lauti guadagni per sè.
    
Siamo assolutamente coscienti di come andrà a finire -un mega impiato con alberghetto 5 stelle sulla cima della Tofana di Rozes- dico tanto per dire ma in mancanza di una vera coscienza sulla proprietà collettiva del territorio sono sicuro che qualche governatore di regione penserà come una buona idea quella di vendere qualche cimetta di montagna con la solita scusa di appianare il bilancio senza “mettere le mani nelle tasche degli italiani” (ma quando finiranno di dirla questa bugiardissima filastrocca?).
    
Insomma sappiamo già tutto, sappiamo già esattamente cosa accadrà, ma come mai il “federalismo demaniale” è passato così senza un minimo di riflessione e opposizione?

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