Una foto una storia (dal 7 luglio 2010)


La foto della testata del blog dal 7 luglio 2010
Natura, cultura e la vertigine di un compleanno tondo

Da giorni mi arrovello, come è mia natura. Mi arrovello attorno al tema di quanto è innato in ognuno di noi e quanto invece indotto dall’ambiente, dalla famiglia, dalla formazione, dalla propria ambizione. Chiarisco subito: non voglio spararle grosse filosofeggiando intimisticamente: esistono già troppi blog che lo fanno e questo è un luogo virtuale in cui, al massimo, si filosofeggia su piante, giardini e poco più, e meglio ancora se su questi argomenti si fa e si condivide informazione e basta. Tuttavia voglio raccontare la ragione di tanto arrovellarmi. Tra qualche giorno compio anni tondi che sono un’enormità per come vivo la vita (tranquilli: non sono ancora ottanta) e, per gratificarmi, volevo scegliere una foto per la testata che mi rappresentasse (non mi importa agli occhi degli altri, ma ai miei, così come mi ritengo io). La scelta si è ristretta su due statue di Worlitz. Sono andata subito a cercare nella cartella di foto con questo nome perché già il luogo mi corrisponde. Infatti avrei dovuto intitolare questo post “Io e Franz” dove Franz è il principe di Anhalt Dessau che dal sesto decennio del Settecento, per quasi mezzo secolo, inseguì un suo progetto di bellezza, coinvolgendo 300 chilometri quadrati dei propri possedimenti attorno ad una grande ansa del fiume Elba. Il progetto di Worlitz Gartenreich (regno dei giardini) a me pare superbo nel suo respiro di sistema paesaggistico mediato tra Natura e Cultura (leggete qui le motivazioni del Premio Carlo Scarpa della Fondazione Benetton, assegnato a Worlitz nel 1997). Adoro il secolo dei Lumi, mi piacciono Jean Jacques Rousseau che aprì nuove finestre culturali sulla natura e l’omaggio del principe Franz al grande pensatore (nato nel segno del cancro come me, per altro) con una copia, ai margini di Worlitz, dell’Ile des Peupliers di Ermenonville, in Francia, dove egli nel 1778 venne sepolto.
Nel regno dei giardini di Worlitz ho fotografato due statue che, tutte e due, avrei voluto come testata di compleanno. Per questo mi arrovello da giorni.  Quando, alla prima visita di Worlitz, ho visto la statua della ragazza accucciata lungo il fiume, con lo sguardo alle foglie delle tife e degli iris che la dividono dall’acqua, ho pensato che quella situazione mi appartiene in modo innato. Sono cresciuta solitaria, silenziosa, osservatrice e in sintonia con le piante. Ma, dopo molto camminare, ai confini del parco di Worlitz ho trovato, ad un incrocio di sentieri selvaggi che portano ai campi, la statua di un ragazzo. Non so se ho deciso di mettere questa come testata perché guarda se stesso, come si tende a fare quando si comincia ad avere alle spalle molta storia da ripassare, oppure perché si sta togliendo qualche spina dolorosa o forse solo un sassolino, rimanendo elegante pur nel gesto informale, come vorrei sempre fare io.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

7 thoughts on “Una foto una storia (dal 7 luglio 2010)

  1. Beh, allora auguri! Sei una bella ragazzona giovane di spirito! vorrei avercela io la tua intraprendenza!
    Che vuoi che sia un dolorino al ginocchio ogni tanto?
    Io mi farei fare una super-torta di zuppa inglese, torroncino e nocciola, con molte candeline e una decorazione di glassa, come si vedono nei film rosa americani.
    E mi farei un super regalo, come ad esempio un’auto nuova.

    Io non ho mai visto Worlitz ma mi piacerebbe molto. Credo che se magicamente avessi la possibilità di andare in giro per giardini, come fanno le sciure della nobiltà milanese, visiterei quello e Muskau per primi. Però poi tornerei ai miei giardinetti di ferrovia.

    Volevo puntualizzare qualcosa riquardo quanto scritto:
    Ile des Peupliers di Ermenonville
    Ecco: isola dei pioppi. Purtroppo non posso non portare all’attenzione come su un celebre quadrimestrale, che si riceve solo su abbonamento, l’articolo su Worlitz, seppure molto sentito, non brilli per completezza. Nell’articolo si cita una fantomatica “isola dei cipressi” di Ermenonville, sostenendo che i pioppi siano stati scelti da Anhalt Dessau per la loro maggiore rusticità. Uno strafalcione era già duro da digerire, ma accompagnato anche dalla sua spiegazione…beh, l’ho trovato scoraggiante e inaccettabile, soprattutto quando poi si pretende di avere in mano tutte le chiavi del sapere giardinesco.

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    1. @Lidia
      Lidia, Lidia sei la penna più inclemente del reame. Chissà quanti svarioni facciamo tutti quanti solo perché scriviamo, magari pure convinti di sapere per certo che Franz (il mio amico principe tedesco) ha valutato le differenze climatiche tra l’Oise, dove si trova Ermenonville, e Worlitz. Differenze che per altro sono pressoché nulle. Sicché semplicemente è che i pioppi cipressini cimiteriali sono la versione nordica di ciò che sono per noi i cipressi, no? In previsione del compleanno, non potendo fare grandi acquisti farò almeno finta di non ricordarmi a che punto è l’informazione verde in Italia. Contiamo su di te, e se ti schiodi di lì ogni tanto, possiamo anche inventarci un tour a Worlitz. Io ho due amici da andare a trovare: hanno solo qualche anno in più di me.

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  2. Mi piace molto leggerti e mi piacerebbe anche conoscerti.
    Molto belle da osservare ed interpretare le due statue che
    hai scelto.
    Auguri per armoniosi ” tondi ” futuri.

    PS Lidia è l’ enfant terrible della penna

    Ps Scusa se mi sono permessa il tu, è solo perchè fra un pò
    di anni tondeggerò anch’io.

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  3. Ebbene, buon compleanno a te… e anche a me (che faccio la mia enormità di anni fra pochi giorni!). Mi piace molto la statua del ragazzo, non è difficile riconoscersi e ben più che nella dama accucciata vicino al fiume. Il focus è tutto in quel guardarsi il piede alla ricerca di una spina… metaforica e, per ogni giardiniere, assai reale. Anche questo insegnano gli anni: a sopportare le spine conficcate nella pianta del piede, consci che anche quelle sono parte di un cammino. Mica per niente si dice “non c’ è rosa senza spine” ( e in effetti basta guardarsi i polpastrelli martoriati): ma non è una buona ragione per smetterla di andare scalzi nell’erba, no?

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  4. Anch’io sono stato colpito ed emozionato dal Parco di Worlitz quando sono andato a fotografarlo in seguito al Premio Carlo Scarpa. Un luogo veramente straordinario, opera di un genio del paesaggismo. Condivido i tuoi aprezzamenti e i tuoi sentimenti e scopro così un’ulteriore affinità che ci avvicina.

    Buon compleanno cara Mimma!

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  5. Acc… anch’io cancro, quasi con i tuoi numeri ma senza storie, e allora non capisco se pesano (gli anni) più o meno dei tuoi.
    Nella vita ho fatto ben poco,
    però come te,
    riconosco il profumo della prima pioggia di fine estate,
    mi svegliano le foglie del pioppo quando iniziano a vibrare,
    quando arrivo in un luogo nuovo affondo le mani nella terra, , m’aiuta a capire la gente e quel che c’è intorno,
    m’illumino alla vista di un nuovo germoglio, chiunque esso sia,
    e mi commuovo quando trovo mia mamma a 85 anni con le braccia colme dei frutti del suo orto.
    AuguriSmacksullaguancia, mau. quellochepiantaglialberiespostaiboschi

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  6. Oggi per la prima volta ho scoperto su Marco Polo tv i giardini di Worlitz…..che esperienza straordinaria….poi navigando per avere piu informazioni su questi meravigliosi giardini ed esperienza di vita mi sono imbattuto nel tuo blog…coincidenze !

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