Riposino in pace

Alberto lo abbiamo salutato questa mattina, ammutoliti davanti al feretro di un uomo buono e amico di 57 anni che un infarto si è portato via un giorno d’agosto in montagna. E Susanna, la sua compagna con cui ha condiviso con felice armonia progetti di miglioramento del vivaio e della vita, gli ha preparato con l’aiuto di Francesca e Mario il cuscino di fiori più bello che io abbia mai visto, con le dalie porpora che lei coltiva, le aucube, le ortensie di Roasio ormai incolori, le graminacee, le bacche di sambuco e l’amore. Se mi è venuta voglia di ricordarlo qui è perché rispetto a molte altre persone Alberto ha avuto almeno questa fortuna finale, di un amore donato con grande dignità e compostezza anche con i fiori dell’ultimo saluto, un amore intrecciato con l’amicizia di coloro che hanno collaborato a confezionarli.
Domani mattina andrò invece ad accompagnare Giacomo, il papà dell’amico Marco e chiederò che nella tasca della sua giacca venga messa la manciata di noci che porterò per lui, per illuderci tutti che possa ancora passare l’inverno a spaccare gusci e a tirar fuori gherigli. Giacomo aveva 85 anni alteri e ironici e continuava a fare la sua personale resistenza come se i vent’anni non fossero mai finiti. D’autunno raccoglieva tutte le noci che cadevano dai suoi alberi, d’inverno le apriva, a fine inverno le torchiava per ottenere l’olio, litri e litri del miglior olio di noci che io abbia mai assaporato. Dirò a Marco che suo padre vivrà ancora nelle  piante alpine del suo vivaio, indomite creature come quell’uomo delle montagne piemontesi.
Questa è la mia settimana horribilis e, se a tutto c’è rimedio, l’unico rimedio che posso trovare alla morte è esorcizzarla parlando delle piante, dei fiori e dei frutti che me la fanno dimenticare.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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