Una foto una storia (dal 22 agosto 2010)

La foto della testata del blog dal 22 agosto
Profumo d’estate, anzi di antico
Ho avuto voglia di cambiare la testata del blog per salutare in modo fragrante il ritorno dei vacanzieri d’agosto alla routine quotidiana. Un po’ consolatorio con il suo soave profumo, un po’ sorridente in quel suo allegro abito violetto cangiante, mi è sembrato giusto per l’occasione l’eliotropio peruviano (Heliotropium peruvianum), un arbusto della flora peruviana introdotto in Europa nel 1735. Ha foglie sempreverdi, scure e un po’ rugose e fiorellini viola a gola bianca in corimbi all’apice dei rami, che sbocciano durante l’estate e, soprattutto con il caldo, di sera spandono nell’aria effluvi odorosi straordinariamente dolci e aromatici, tra la vaniglia e la mandorla amara. L’industria profumiera se ne serve nel bouquet dei profumi da donna. L’eliotropio peruviano è a suo modo una vecchia pianta da vaso, in auge nell’Ottocento e poi sui davanzali delle nonne, soprattutto come ibrido migliorato. Più difficile ora trovarlo sul mercato italiano, e quando capita di vederlo nei garden center è come pianta annuale estiva,  mentre invece è una robusta e adattabile amica che allieta per anni e anni la casa in inverno (teme temperature inferiori a 10 °C) e il balcone e il giardino in estate con generose fioriture quasi in ogni momento dell’anno. Per avere buoni risultati:  terriccio universale mantenuto sempre fresco, molto sole o almeno luce viva, concimazioni liquide ogni 15 giorni da aprile a settembre, semina, potatura di riordino e rinvaso annuale a inizio primavera e, per ottenere nuovi esemplari, talee di rami semilegnosi lunghi una decina di centimetri messi a radicare in torba e sabbia in parti uguali non appena la temperatura estiva accenna a scendere, cioé verso metà settembre.
Tra le varietà più facili da reperire (soprattutto come semi da ditte inglesi) si segnala ‘Marina’ a fiori azzurro lillacino con corimbi particolarmente larghi e compatti. Altre varietà sono ‘Lemoine’s Giant’ con singoli fiori più grandi del consueto, viola carico; ‘Marguerite’ a fiori bianchi orlati di viola e ‘Florence Nightingale’ di color glicine.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

2 thoughts on “Una foto una storia (dal 22 agosto 2010)

  1. Non sapevo fosse perenne e si potesse farlo svernare in casa! Lo adoro, ma trovarlo nei vivai è dura e solitamente ha un costo non indifferente quindi come pianta annuale la trovavo un po’ troppo antieconomica.

    Penso proprio che appena ne trovo uno tornerà a far parte del mio giardino.

    (dovrò solo convincere mia moglie a traslocare nel periodo invernale per far spazio in casa a tutte le delicate che non sopravviviono con temperature inferiori ai 10°…)

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  2. In un vivaio del varesotto era disponibile fino all’anno scorso, con un prezzo corretto; quest’anno non c’era e al mio perchè? mi hanno risposto che si erano dimenticati di ordinarlo! peccato, spero se ne ricordino l’anno prossimo perchè era l’unico a proporlo.
    E’ vero che, se ricoverato, si mantiene per gli anni successivi, ho provato ma a primavera era talmente malconcio che non c’erano, cure, concimi, posizione giusta o parole dolci per riportarlo al suo splendido profumo, senz’altro ho sbagliato qualcosa, ritenterò

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