Murabilia e le scommesse ambiziose

Ho finito di spedire l’ultimo comunicato stampa che ho preparato per Murabilia, la mostra di giardinaggio che aprirà i battenti questo venerdì a mezzogiorno sulle mura di Lucca. Meglio che lo dica subito, che ci collaboro, così nessuno può insinuare deduzioni gratuite sulle considerazioni che mi accingo a fare, in tempo per la ripresa autunnale del convoglio che di settimana in settimana, tra settembre e ottobre, percorre la penisola con il suo carico di piante e di idee. Ed è appunto con Murabilia che si va a cominciare.
Chiunque  frequenti questo ambiente è tentato di stilare classifiche delle manifestazioni di settore: lì c’è gente danarosa e attenta che dà soddisfazione ai vivaisti, là hanno il biglietto d’ingresso tanto caro che per una famiglia passarci la domenica è una follia, nei sancta sanctorum ormai non fanno più niente di culturale, a volte certe mostre di giardinaggio di paese si rivelano deliziosi salottini, e via discorrendo. E io, nonostante sia per lavoro che metto il naso in un gran numero di questi luoghi, o forse proprio per questo, indossando i panni del visitatore mi sono fatta un’idea di che cosa funziona e che cosa no perché le mostre di giardinaggio svolgano il  ruolo, che a mio parere dovrebbero sempre avere, di promozione e crescita del mondo del verde in Italia e mai di promozione delle tasche di qualcuno o della fama di qualcun altro, come invece qui e là succede (anche con sussiegosi, quanto ridicoli, toni da “lei non sa chi sono io”).

Se nei giorni di Murabilia potessi sdoppiarmi e triplicarmi, sceglierei: - di seguire la tavola rotonda “Anche questa è biodiversità” sul tema della frutta con 4 relatori di nome, uno dei quali è Alessandro Roversi (sabato ore 15 spazio incontri) - di ascoltare la testimonianza di un cacciatore di piante contemporaneo e delle sue scoperte in Oriente (Bleddyn Wynn-Jones di Crûg Farm Plants, sabato ore 17,30 spazio incontri) - di non perdere la conferenza di Maurizio Usai “Mediterraneo tra giardino e paesaggio” (domenica ore 15 spazio incontri) - di frequentare il corso di pittura botanica tenuto da Silvana Rava all’orto botanico, ritraendo dal vero le piante dell’Orto - di fare la visita guidata alla collezione del genere Opuntia del Vivaio Valfredda e ai vivai espositori di succulente in compagnia dell’esperto Andrea Cattabriga (sabato ore 17 e domenica ore 11,30)

Mi è venuto a tiro questo pensiero scrivendo i numeri di Murabilia ad uso dei media. Per citarne solo alcuni: 259 espositori, 25 associazioni, 32 illustratori botanici di 4 continenti, 12 scrittori che presentano un’opera “verde” pubblicata nell’ultimo anno, mostre tematiche sul genere Opuntia, sulle varietà di plumeria, sui bonsai, su 11 piante alimentari, almeno 8 tra corsi e laboratori e altrettanti dibattiti, conferenze e seminari. Murabilia pensa in grande innanzi tutto perché ha un’alta considerazione di che cosa è il giardinaggio e chi sono coloro che lo praticano o lo potrebbero praticare, e di quanto la presenza di visitatori sensibili e culturalmente attivi serva a valorizzare le mura urbane cinquecentesche di Lucca e a vivificare l’Orto Botanico della città, accorpato nel “recinto” di questa bagarre tra tre baluardi e due tratti di mura. Murabilia vuole creare movimento e una base durevole e investe, con cautela e buon senso dati i tempi, perché questo succeda. Compone un mosaico con tanti tasselli, talvolta compie passi eclatanti come con la mostra e il concorso di illustrazione botanica che ha subito raggiunto interesse internazionale, talvolta aggiunge solo un tassello divertente e partecipativo ospitando il campionato delle zucche giganti o degli ortaggi dei visitatori, in ogni caso non si ferma ai risultati ottenuti, ed infatti, in questi dieci anni, ogni anno ha proposto qualcosa in più e ha continuato a creare aspettative nel suo pubblico. Che è costantemente in crescita.
Certo in Italia (ma non solo) oggi è difficile rilanciare sulle lunghe distanze. Vuoi perché c’è poco denaro da investire, vuoi perché, soprattutto, la vera crisi è a livello di volontà e creatività (ma siamo stufi di sentircelo dire e, se non la smettono, finirà che ci crediamo e ci adattiamo). Paradossalmente, l’unica manifestazione di settore che ogni 5 anni riesce a metterci capitali considerevoli è Euroflora e lo farà di nuovo il prossimo aprile, ma da molto tempo il giardinaggio non è più quello delle floralies, sul modello delle quali era stata creata mezzo secolo fa. Muove tanto denaro, tanta gente e poche o nulle idee, oltrettutto in una struttura tutto cemento a dir poco terribile per mostrare le piante e invogliare a parlarne. Dunque accontenta al massimo il “pubblico generico dei gerani” e non incide minimamente sulla crescita delle competenze giardinieristiche e delle passioni botaniche negli italiani.
Anche senza grossi investimenti, però, qualcosa in giro può ancora succedere (Murabilia ne è la prova) e comunque qualcosa, a diverse scale, si può fare. Penso all’atmosfera di redenzione di Cittanova Floreale in Calabria, di nuovo movimento floricolo sull’Adriatico con Giardini d’autore a Riccione (la prossima edizione il 18 e 19 settembre), di colloquialità serena e familiare a Milis in Sardegna. Penso alle nuove mostre che stanno nascendo in luoghi prestigiosi, con i migliori auspici quella nel giardino della magica Villa Pisani di Stra (Horti venetiani, 11-12 settembre), zoppicando parecchio per vizi di fondo quella all’orto botanico di Palermo (La zagara, 23-24 ottobre).
E insomma, con venerdì a Lucca la macchina delle mostre si mette in moto al meglio. Lascio qui il pensiero che, se amiamo piante e giardini, ognuno di noi dovrebbe contribuire a plasmare questi eventi che, nati come isole esclusive quasi vent’anni fa, devono invece entrare nel tessuto urbano, sociale e culturale di un luogo e da lì diventare patrimonio nazionale. Murabilia insegna che questo può succedere se c’è l’ambizione di dare il massimo. A margine faccio notare che l’ambizione di una manifestazione di giardinaggio è la stessa, in altra forma, che dovrebbe muovere e far crescere passione e competenze dei giardinieri italiani. Quelli che da venerdì a domenica saranno a Lucca e tutti gli altri.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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