Ancora Courson (e poi basta)

Libri
Sempre ben fornita la libreria delle Journées des plantes. E istruttiva: sette o otto libri sulle associazioni di piante, cinque o sei sul compostaggio, monografie di piante, giardini, tendenze. Ma libri anche negli stand degli espositori, per esempio Figues, di Pierre Baud (dell’omonimo vivaio), Raoul Reichrath e Reinhard Rosenau (Editions Target, 45 euro) e Botanica della fotografa belga Muriel Emses, che ha lavorato tre anni a Milano e parla un buon italiano. Il libro accompagna una mostra di grandi fotografie di fascino, con i fiori per argomento, presentata a Courson.

Prodotti
Quasi tutta l’attenzione alle piante, ma ho preso nota di qualche buon prodotto per  giardinieri, per esempio la pacciamatura di canapa, che non credo di aver mai visto in Italia, e una serie di attrezzi multiuso: quello più complesso per 32 euro vanga, zappa, traccia i solchi di semina, sarchia, rastrella. Può darsi che in pratica sia una sciocchezza, ma mi sembra che, ad averlo visto lì, in azione solo per dimostrazione, funzioni perfettamente. In generale non mi sembra ci siano prodotti tanto innovativi da meritare più di due parole.

Didattica
Bisognerebbe mandare a Courson i nostri vivaisti (e qualche organizzatore di mostre) a imparare come si avvicina la gente al mondo delle piante e del giardinaggio con una buona didattica. Alle Journées des plantes c’è un foglio esplicativo per tutto, per raccontare alberi non comuni, per aiutare a scegliere le erbacee perenni e i rampicanti, per inquadrare il genere Salix secondo la sistematica…

Non sono solo rose e fiori
Ancora un pensiero e poi basta. Anche una manifestazione internazionale di giardinaggio come Les journées des Plantes di Courson ha i suoi cedimenti. Colpa dei tempi, e forse dei suoi 300 espositori, molti per conservare il pieno controllo della qualità e della correttezza da parte di tutti. Sicché ho visto cose sgradevoli come le campanule doppie e delicate spacciate come piante di montagna rustiche da un garden center di piccoli orrori; quattro gambi di ortensie secche venduti a 20 euro; il prato di plastica presentato in mezzo alle piante vere. E in ogni caso il biglietto d’ingresso a 16 euro è una cifra, solo un po’ meno in Francia dove i prezzi e gli stipendi sono altri. Piccole stonature come queste non intaccano comunque il senso di sacralità di un luogo davvero riservato alle piante e all’esprit dei giardini.

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Pubblicato da

Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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