La conoscenza non è una bizzarria

Essendo cresciuta con il dubbio come metodo, dopo aver scritto il post del limone bitorzoluto e aver capito che stava sollevando qualche pensiero tra i miei lettori, ho deciso di chiedere una diagnosi scientifica sulla reale natura del limone in questione a chi di frutta se ne intende e tra gli agrumi vive. E con gentile sollecitudine Giuseppe Barbera, professore di Colture Arboree all’Università di Palermo, nonché autore di un libro sulla frutta mediterranea che ho più volte citato nel blog, mi ha risposto: “Il frutto è certamente un limone colpito in fase embrionale da un acaro che si chiama Aceria sheldonii. È frequente trovarne qualche frutto negli agrumeti.” E commenta: “Abbiamo già tanti motivi per preoccuparci dei danni prodotti dall’inquinamento ambientale, che non abbiamo bisogno di inventarcene di nuovi, facendo anche sorridere con sufficienza esperti ed agricoltori“.
Che cosa sia una chimera o un’arancia bizzarria, andatevelo a leggere su wikipedia, qui per la parte biologica e qui in specifico per la chimera periclinale dell’arancio bizzarria. Sul fatto che sin dal Seicento ci sia interesse, anche iconografico, un esempio eloquente è riportato qui.
Fugato ogni dubbio sull’origine del frutto brutto e cattivo, resta la stupidità avventata di chi lo ha brandito come arma e restano i commenti che dicono l’atteggiamento di ognuno di noi davanti ad una notizia rilanciata criticamente da qualcuno. C’è chi ha avuto una brutta esperienza e, ricordando quella e temendo che non ci sia protezione civile che tenga quando si tratta di essere protetti dalle nefandezze (Nik), preferisce vivere sempre sul chi va là secondo il principio che è meglio una diffidenza in più che una precauzione in meno. Mi piace di più di certo l’atteggiamento di Lorenza Mori, improntato alla serenità di chi ha scoperto in una situazione inquietante il metodo della conoscenza: indaga, impara e molte situazioni allarmanti si rivelano assolutamente non tali. Scrive: “sono sempre tante le cose che non si sanno e studiare è tanto utile”. Grande Lorenza, questa è musica. È la capacità di indagine che dice Luca Fadini, lo stimolo alla razionalità. Luca pone una domanda che, se solo venisse affrontata dal Ministero della Pubblica Istruzione, già sortirebbe effetti positivi sugli atteggiamenti degli italiani: “A chi spetta il compito dell’educazione?”. La giro a Meristemi, che qualcosa ne deve sapere, visto che lavora alla formazione universitaria delle nuove generazioni. A me resta il dubbio come metodo critico per non accettare supinamente la metastasi della normalizzazione se un acaro punge un limone.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

3 thoughts on “La conoscenza non è una bizzarria

  1. Che poi fa riflettere ‘sta cosa: non si contano le trasmissioni e le pubblicazioni che cercano l’eccezionalità a tutti i costi, sempre col piede pigiato sull’acceleratore della realtà e il tachimetro che segna la zona rossa fiction! fiction! fiction! E lì accanto il dramma vero.

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    1. @Valeria Credo che tu abbia centrato il lato più terribile del problema, questa sì una mostruosità della spazzatura mediatica che caratterizza questi anni. Tu sapessi quanta sofferenza provoca ad una come me, con un’idea precisa della responsabilità del giornalista, dover accettare forzatamente molto meno dell’informazione e della correttezza da parte di giornalisti superpagati e supertutelati. La realtà relegata ad optional per grulli che ancora ci credono. Nel frattempo siamo diventati tutti bravi a commentare, a urlare che vengano rispettati i nostri diritti, a individuare in ogni situazione un limone-mostro. E quasi nessuno ricorda che, prima di commentare bisogna informarsi e controllare la notizia, prima di rivendicare diritti bisogna conoscere e rispettare i doveri, prima di brandire come arma i limoni bitorzoluti bisogna stabilire se sono davvero un’arma.

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