Green Gossip – 4

Camaiore International. Beh, una piccola città con il suo centro storico ancora umano, la sua piazza buona, la gente che circola in bicicletta, tutti che si conoscono, per due giorni viene invasa da alieni orticoli che però non sono tanto alieni da quelle parti, dove tutti hanno l’orto. E la domenica pomeriggio, domenica scorsa, mentre sono lì che monto la guardia alla mostra di fagioli veri e a quella dei fagioli fotografati da Daniele Cavadini, non faccio in tempo a salutare un signore venuto per l’occasione da Ancona con una manciata di fagioli speciali per me, avuti da un suo amico in Umbria, che una coppietta di ragazzi trafelati mi dicono che non riescono a trovare uno dei 15 orti allestiti in varie parti della città. Ah, dico io, quello delle monache disegnato da Stefano Marinaz! E loro: no, quello della casa di riposo San Francesco. Appunto, replico io: le monache sono quelle della casa di riposo, uno spazio inutilizzato nel cortile, Marinaz che da Londra dà una mano disegnando la disposizione, i Vivai Nord che offrono i meli Ballerina per coprire su due lati un brutto muro. E quando Paolo Gramaglia che ha fornito gli ortaggi (30 le varietà di lattuga!) ha mandato un sms a Marinaz per dirgli che aveva finito le insalate e che cosa poteva usare, l’altro ormai era arrivato a New York. Penso a questo e intanto una signora dal forte accento francese mi dice: “Sono venuta a far vedere queste cose a mia figlia perché domani possa parlarne a scuola. Io ho capito tardi il valore della natura e la responsabilità che abbiamo noi a conservare il nostro pianeta. Nella vita mi occupo di cose molto distanti da queste, ma non si può prescindere dalla natura, anche solo da un orto o da un balcone fiorito. E in francese (dopo mi dirà di essere belga sposata ad un versiliano) sollecita la figlia di 10-12 anni: “Dai, fatti spiegare il più possibile, queste sono occasioni uniche. Chiedile se qui ci sono anche i semi dei flageolets…”. In nome di qualcosa che lentamente sta cambiando anche con il mio contributo ho riempito tanti sacchettini di semi di fagioli e su ognuno ho messo un nome e un inizio di storia perché il lunedì mattina a scuola la ragazzina potesse raccontare e far vedere. Anche se non proveranno a farli nascere, che almeno vedano come sono diversi e quanto c’è da dire a questo mondo persino di umili fagioli.

Meglio gli orti sinergici. Ricevo con una frequenza terrificante i comunicati stampa di Euroflora 2011, sempre in duplice copia perché si vede che non sono ben coordinati e spediscono da due diverse postazioni. Ma dopo aver deciso di buttar via quei romanzi lunghissimi e autocelebrativi che dovrebbero far arrossire chi li redige, non ci ho visto più quando ai comunicati è stato appiccicata in calce la scritta “Alla conferenza stampa sarà presente il Consorzio focaccia con il formaggio di Recco, ospite di Euroflora 2011”. Adoro i formaggi, ma mi manda in bestia l’idea di sentire puzza di provola e gorgonzola invece che suadenti profumi di rose e fiori. O, almeno, trovo terribile che ad una manifestazione floreale che vorrebbe essere internazionale tutto finisca con un consorzio locale di foccacciai al formaggio che presenzia alla conferenza stampa. Embé? Sento che avanti di questo passo finirò con il diventare snob e elitaria. Perché se per essere popolari e comprensibili a tutti nel giardinaggio ci si deve ungere per forza le dita di focaccia e imbrattarsi di fili di formaggio, io non ci sto. Per dire: mi piace mille volte di più la “semina collettiva e danza sacra meditativa intorno agli orti sinergici di Genova Visima” che ci sarà questo fine settimana. Potete informarvi da Giorgia, responsabile locale dell’associazione Terra!Genova alla mail genova@terraonlus.it

Adesso va di moda il té in piazza. Non so come e perché, ma ho come l’impressione che i fuorisalone del Salone del mobile di Milano facciano ormai parlare e mettano in moto la movida milanese più del salone stesso che evidentemente, in tempi di crisi, sforna novità con il contagocce, mentre le idee creative on the road in tempi di crisi allignano, crescono e fanno tanto evento bon ton. Grandi Giardini Italiani ha deciso di cambiare un po’ il suo pubblico tradizionale e ha chiesto all’architetto Marco Bay un giardino-salotto in Largo Treves che è stato chiamato “Il Grande Giardino di Brera”.
Il calendario degli eventi in programma all’interno del giardino sino a domenica 17 aprile è consultabile sul sito www.grandigiardini.it nella sezione eventi e sul sito del Brera Design District www.fuorisalone2011.breradesigndistrict.it

Auspicabile evoluzione delle mostre di giardinaggio. Questo fine settimana ci sarebbe da mettere le gambe in spalla e andare in Francia a Sérignan du Comtat, nel Vaucluse, dove si svolge la mostra di giardinaggio Plantes rares et jardin naturel giunta alla tredicesima edizione. Quanta distanza ci sia con le manifestazioni italiane, al di là di tutto il resto lo dice un piccolo testo del sito della mostra: “Noi studiamo da vicino l’impatto ambientale della nostra manifestazione. La soppressione dei sacchetti di plastica e dei piatti di plastica, la raccolta differenziata selettiva, l’uso di internet per divulgare il programma, i bagni chimici, l’incoraggiamento e la scelta degli espositori nella direzione di un maggiore rispetto dell’ambiente… sono azioni che portiamo avanti e stanno migliorando. Le emissioni con effetto sul clima provocate dalla nostra manifestazione devono ancora essere ridotte, in particolare riguardo ai trasporti. Vi invitiamo a usare insieme l’auto o, per chi viene da lontano, a trascorrere due giorni qui, facendo tesoro dell’ospitalità locale. Per avere un passaggio in auto potete collegarvi al nostro forum www.plantes-rares.com/forum/”. In quanto ai costi, un giorno 6 euro, due giorni 8 euro, chi ha meno di 15 anni non paga. Qualcuno glielo va a raccontare a quelli di Masino che si può ragionare così?

Certi libri che consolazione. Adesso me ne vado a letto e già pregusto il piacere di aprire, finalmente, un libro che ho ricevuto oggi. Un libriccino con la carta sottile e profumata di inchiostro, di quelli da mettere in tasca per trovare ogni tanto una parola di conforto. La cosa strana che mi facevano lo stesso effetto e avevano più o meno lo stesso formato trent’anni fa, quando io a leggere la prima serie ho cambiato il corso delle mie scelte professionali. Caro Ippolito Pizzetti, questo “Naturale inclinazione. Divagazioni coerenti di un paesaggista ribelle” (Encyclomedia, 2011, euro 13) sento che mi metterà addosso molta malinconia. Non perché sono invecchiata io e tu non ci sei più, ma perché è restata acerba questa nazione così poco giardinicola.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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