Chi banda…

Sono orfana di internet, non ho fatto in tempo ad allontanarmi da casa che un guasto di centrale mi ha privata della ormai indispensabile linea. Sicché tutto ciò che volevo raccontare è da rimandare: sono qui ospite un attimo giusto per le necessità essenziali di posta elettronica. Ma voglio lasciare almeno un pensiero. A Cittanova la domenica mattina ha suonato una banda di ragazzi, settanta elementi, né trio né quintetto, settanta e a scuola all’Associazione Paolo Ragone di Laureana di Borrello ci vanno 120 ragazzi che sono tirati per i capelli sei giorni su sette tra esercizi, repertorio e concerti. Mi sono commossa. Seduta di fronte al palchetto e ad una orchestra che in due anni è stata capace di mettere in piedi tanta musica con tanta sensibilità, sembrava che il maestro, che si chiama Maurizio Managò ed è poco più di un ragazzo, dirigesse palmizi e cedri del parco Carlo Ruggiero. Potere della musica, del verde, della cultura. Loro ci salveranno. Managò invece dirigeva persone, giovani persone che sono un volano culturale per l’intera comunità. Come il libro presentato verso sera, come gli scout e la protezione civile che hanno svolto lavoro di controllo, come i due giardinieri del parco con il Mommo (lo vedete a sinistra nella foto che regge il cartello con le finalità dell’associazione Pro Fondazione Carlo Ruggiero) esaltato dall’interesse per il suo luogo di lavoro che è anche luogo di sperimentazione della sua passione per le piante. Bisognerà non lasciarli soli, i due che hanno la responsabilità di un tesoro vivo, e tutti gli altri. Come i ragazzi dell’organizzazione, e non lasciare morire lo spirito che si è creato tra espositori e organizzatori.

Allora il pensiero è questo: se non si prova mai, non si risolve mai nulla. Già c’è lo Stato che nei luoghi in cui dovrebbe far sentire di più la propria presenza è latitante, almeno resistano le persone che sono tessuto sano di questa nazione. Perché, dice il sito della banda di Laureana, chi banda non sbanda. E tutti gli altri portano a casa un ricordo indelebile.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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