Note dal Chelsea Flower Show

(corrispondenza di Luca Riccati da Londra) Organizzato ogni anno dalla Royal Horticultural Society (http://www.rhs.org.uk/) all’interno del parco del Royal Hospital a Chelsea (http://www.chelsea-pensioners.co.uk/), in pieno centro a Londra, è il must dei flower shows inglesi e forse mondiali. Dimenticate le nostre Orticola, Masino o Landriana (per citare le più conosciute), non si tratta di una “fiera”, di una mostra-mercato di piante, ma di uno show in grande stile, in cui vivai e designers danno il meglio di sé nel tentativo di conquistare medaglie e riconoscimenti. Un enorme padiglione coperto ospita gli stands dei vivai, tra i quali è facile smarrirsi, affascinati da formidabili allestimenti, trionfi floreali, lussureggianti foreste, piccoli paesaggi naturali ricreati, nei quali perdersi ad osservare ogni singola pianta.

E così ho passato molte ore ipnotizzato da microscopiche piante alpine, stordito dal profumo di splendide rose, sorpreso dall’abbondanza delle varietà di alcuni generi o dalla bellezza di alcuni esemplari, come certi Cypripedium da noi introvabili. Non piccole piante in attesa di essere acquistate, quindi, ma gli esemplari migliori messi in mostra per catturare pubblico (e clienti) e premi, e poi, solo alla fine della manifestazione, venduti. Proprio così, nulla viene venduto, se non a catalogo, e solo l’ultimo giorno, alle 16 precise, segnalate dal suono di una sorta di sirena, si dà inizio ad una specie di gara, questa volta tra i visitatori, nell’accaparrarsi proprio quegli esemplari tanto ammirati nei giorni precedenti.

Veramente molte delle vendite avvengono già prima del tempo stabilito, e con prezzi non poi così competitivi, al contrario di quanto avviene invece all’esterno, dove anche le piante usate per creare i giardini temporanei vengono letteralmente tirate via dalla terra e svendute a prezzi incredibili: una simpatica signora, per esempio, è riuscita a ottenere 2 grandi, splendide Dryopteris wallichiana (ciascuna delle quali credo possa costare circa 50 sterline), a 20 sterline in tutto, circa 25 euro! Nel giro di un paio d’ore viene smantellato e venduto quasi tutto, e le strade intorno, i taxi, gli autobus, la metropolitana si trasformano in un vociante, effimero giardino in movimento, stimolante e divertente, che invade la città. E tutti sono in grado di affrontare le difficoltà del trasporto con grande disinvoltura. La signora delle felci di cui vi dicevo? Beh, l’ho ritrovata in metropolitana con la sua enorme felce in braccio e di fianco l’amica chiamata in soccorso con l’altro vaso…!

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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