Passeggiando nel woodland garden

(corrispondenza di Luca Riccati da Londra) Il woodland garden è una piccola area dei Kew Gardens che si trova lungo la strada che percorro ogni giorno per andare a lavorare, offrendomi così la possibilità di godere delle sue fioriture, dei profumi, dell’ombra. Ogni giorno scopro qualche nuovo fiore, magari piccolo e nascosto, come quelli della Codonopsis clematidea, che occorre sollevare per poter scoprire i preziosi ricami all’interno della corolla campanulata, o come quelli rosso scarlatto di Tropaeolum speciosum, che appaiono improvvisi e chiassosi tra i cespugl , o come le più familiari Hosta, conosciute più per il loro ricco fogliame che non per i fiori, i quali però aggiungono colore e profumo ad una pianta già ricca di qualità.

Questa parte di giardino è organizzata attorno ad una collinetta sulla cui cima si trova un piccolo tempio dedicato ad Eolo (http://www.kew.org/visit-kew-gardens/garden-attractions-A-Z/temple-of-aeolus-attraction-page.htm), disegnato nel 1760 da William Chambers (uno dei più importanti architetti inglesi del Settecento, esponente del neoclassicismo e artefice di molte strutture a Kew, prima fra tutte la Pagoda) ( http://www.kew.org/visit-kew-gardens/garden-attractions-A-Z/Pagoda.htm).

Protetto da splendidi alberi che filtrano la luce del sole garantendo un perfetto habitat per le piante sottostanti, tipiche del sottobosco e di zone fresche e ombreggiate, il woodland garden è pensato quindi come una sorta di bosco naturale, composto principalmente da querce, tigli e betulle, ed ospita splendidi esemplari di rododendro e camelia, nonché varie specie di aceri, campanule, hosta, gigli ,ciclamini, ellebori, Pieris, Epimedium, Trillium, felci, ortensie, primule e splendidi, effimeri e delicati papaveri himalayani (Meconopsis betonicifolia)(http://www.meconopsis.ca/).

Attraversare questo piccolo bosco, pratica scorciatoia lungo il mio cammino, costituisce quasi una sorta di percorso iniziatico alla pratica del giardiniere, da cui si esce con la mente colma di immagini. Ogni volta imparo qualche nuovo nome di specie o varietà che ancora non avevo incontrato, o mi si rivelano interessanti accostamenti cui non avevo mai pensato, o rimango stordito da intense fragranze, come quella di Cardiocrinum giganteum, il giglio gigante dell’Himalaya, alto anche 3 metri, che tra la primavera e l’estate ha catturato l’attenzione, e il naso, di molti visitatori.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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