Da Lucca a Taiwan, passando per il Galles

Murabilia è molto più di quanto non appaia al visitatore medio italiano. Che peccato dover definire così la stragrande maggioranza dei visitatori delle mostre di giardinaggio italiane. Mettiamo il coté inglese, per esempio. A Murabilia 2011 ci sono stati in giuria Roy Lancaster e Christopher Brickell e ho assistito ad una splendida conferenza di Bleddyn Wynn-Jones, il vivaista di Crug Farm che da qualche anno espone a Murabilia, sulle sue visite di cacciatore di piante a Taiwan (ex Formosa). Provo a raccontarvi qualcosa, tanto per dire le opportunità che a volte abbiamo sotto casa di conoscere storie di amore botanico di portata mondiale. Wynn-Jones, infatti, insieme ad un’istituzione mondiale come i Kew Gardens è l’unico autorizzato ad andare a caccia di piante a Taiwan. Ha raccontato che la prima volta in cui con sua moglie Sue andarono in vacanza, scelsero la visita da naturalisti in Giordania, salvo scoprire che le piante erano tutte da clima secco e arido, e in Inghilterra non potevano viverci. Allora decisero di provare con Taiwan, isola attraversata dal tropico del Cancro con cime di 4.000 m nonostante il caldo e le stagioni delle piogge che, a quelle quote, diventano talvolta neve: incredibile neve dei tropici. La grande varietà di ambienti, oltre al fatto che è un’isola relativamente giovane, dunque instabile dal punto di vista della vegetazione e della sua evoluzione, lo hanno spinto a tornare a distanza di anni, dopo il terremoto del 1999 che ha cambiato un po’ i connotati alle montagne sulle quali aveva trovato piante importanti, quasi tutte descritte per la prima volta, alcune introdotte con successo sul mercato europeo. La parte ovest dell’isola è industrializzata, quella ad est e quella nord intatte, con montagne che scendono direttamente in mare. Per quanto tropicale, non è vero che fa così caldo, anzi pare che faccia più freddo di quanto d’inverno possa farne nell’inglese Galles, dove si trova il vivaio Crug Farm.
Prima di partire Bleddyn ha fatto passare gli erbari di Kew per documentarsi sulle famiglie botaniche e sugli endemismi dell’isola. Adesso con internet pare che sia facile localizzare le piante documentate dagli erbari e arrivarci a colpo sicuro. L’ultimo tour, per esempio, è stato proficuo innanzi tutto per l’identificazione di sei specie di Hydrangea, di cui una messa poi in coltivazione. Una settimana prima di partire, e con il programma già fatto, ha contattato sull’isola un tale Alberto che si intende di piante e di trekking per cercarle in montagna. “Masticava poco l’inglese – dice Bleddyn – ma le piante le conosceva bene”.  Già visitando i parchi nazionali ha visto molte piante interessanti, a cominciare da Tricyrtis formosana (indovinate perchè la specie si chiama così) in una forma picchiettata di rosso anziché di porpora-viola, una nuova begonia, un Asarum, Clematis lasiandra, quest’ultima rivelatasi molto rustica in Inghilterra, al contrario di molte altre clematidi incontrate, alcune profumatissime, che si sono rivelate poco resistenti al freddo, per esempio C. hakonensis dai petali bianchi che mettono in risalto un ciuffo di stami al centro di un blu porcellana bellissimo. Una delle piante più belle raccolte, per altro, è proprio una clematide, C. tashiroi dai fiori gialli  con stami bianchi. E così Viburnum odoratissimum, che fiorisce solo se le temperature non scendono sotto -5 °C. Le montagne di Taiwan sono raggiungibili su ripide strade franose, rese ancora più pericolose dal fatto che nella stagione dei monsoni basta una pioggia violenta a far aumentare di un metro il livello dei fiumi in sole 24 ore. In montagna ci sono pochi posti dove dormire, e quasi tutti sono case di legno costruite dai giapponesi quando occuparono l’isola.
Spettacolari gli aceri, come Acer serrulatum, il più colorato in autunno, A. palmatum e A. buergerianum var. formosanum, molto rustico. Magnifiche le foglie di Schefflera taiwaniana. Sono state individuate tre nuove specie di Aspidistra e una sua parente stretta, Peliosanthes arisanensis. Tra alberi e arbusti, specie come Photinia lucida, Deutzia pulchra, Rubus taiwanicola, un rovo trovato in un dirupo a 3000 m, con foglie appattite sul terreno, fiori grandi e bianchi e frutti rossi simili a fragole, commestibili. Nel nord di Taiwan, a Talpingshan, ha trovato anche un altro Rubus interessante, R. rolfei, tappezzante, e con frutti arancioni molto buoni. Facile da far crescere ovunque, al sole e all’ombra, in terreno ben drenato.
Il terremoto del 1999 ha danneggiato l’ambiente, anzi ha persino spostato di un metro la cima di una delle montagne visitate. Sicché la scena che si è presentata nell’esplorazione del 2007 era parecchio cambiata. Ci sono foreste millenarie, e le specie vegetali comuni ad altri territori, a cominciare dal Giappone, qui hanno dimensioni maggiori. Come cacciatore di piante autorizzato Bleddyn può introdurre i semi, solo in alcuni casi le piante, che comunque sono soggette a 12 mesi di quarantena. Introdurre nuove piante non è sempre agevole, perché non ci sono dati sulla coltivazione. Sicché a questo vivaista è successo di seminare con tutte le cautele Clematis psilandra, una specie non rampicante che forma una base legnosa e rami lunghi 50-120 cm e fiorisce con campanelle rosa a fine estate e in autunno. E le giovani piante portate in serra in inverno per sicurezza contro l’umidità delle precipitazioni stagionali sono morte, probabilmente per l’umidità atmosferica dell’ambiente confinato, mentre quelle all’aperto ce l’hanno fatta benissimo. Molte piante della flora di Taiwan osservate sono state descritte per la prima volta da questo vivaista. Qualcuno alla fine gli ha chiesto: dove andrai la prossima volta, e quando sarà? Bleddyn Wynn-Jones ha sorriso come può fare solo chi ha già un piede sull’aereo: partirà infatti per il Vietnam in ottobre. Molte delle sue piante introdotte in coltura sono descritte e in vendita sul sito www.crug-farm.co.uk. Anche senza comperare, c’è da leggere e imparare parecchio. Soprattutto su che cosa voglia dire essere un moderno cacciatore di piante. E aver raggiunto il diritto, quando in patria, di tenersi le domeniche per sé. In un angolino, dopo i mesi e gli orari di apertura c’è scritto: “We will no longer be opening on Sundays from 2011 (after all we are grandparents now)”. Le foto sono del sito di Bleddyn, che qui ringrazio.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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