Una foto, una storia (dal 31 dicembre 2011)


La foto della testata del blog dal 31 dicembre 2011
Provo a augurare il futuro con le piante
Sono in Sicilia, dove l’inverno sembra un’invenzione cattiva della civiltà lontana dalla Trinacria. E per dire auguri non so scegliere una foto per la testata. A chi legge in questi giorni il mio blog lascio il compito di scegliere a proprio uso. Io ho messo in cima un paesaggio di vivaio fotografato stamattina a Milazzo. E’ il vivaio di Natale Torre: un universo di piante esotiche scelte e coltivate con entusiasmo di ragazzo da un uomo che se ne occupa da quarant’anni, che per loro sceglie una gestione ecologica e che in nome della propria curiosità botanica viaggia nel mondo. E questo è il primo augurio da parte mia: che ci siano ancora tanti vivai così e che ci forniscano ancora tante piante per rendere bello e ricco il nostro paesaggio privato. E che il paesaggio che è di tutti trovi redenzione nella sensibilità di chi deve occuparsene.

Che sia un anno pieno di fiori e di colori per tutti. Queste sono le bougainvillee di Tamoflor di Terme Vigliatore (ME), una distesa di migliaia di piante in 31 varietà fotografate ieri mattina. Che abbiano un futuro loro e chi le coltiva per noi, perché i colori della natura portino gioia e serenità.

Che sia un anno in cui la parola crisi diventi meno importante e le soluzioni per risolverla diventino più palpabili. Ieri ho fotografato (e non è la prima volta: nel controluce della sera mi attirano irresistibilmente) gli Echinocactus grusonii in piena terra al Vivaio del Valentino a Sampieri (RG) e ho pensato che i cosiddetti cuscini di suocera sono oggi i cuscini di tutti noi in questo tempo di difficoltà. E’ come se fossimo tutti seduti sulle spine… E allora che le spine diventino meno feroci, o la nostra capacità di sederci sui tempi diventi più accorta e sostenibile.

Auguri a tutti, e che il 2012 sia pieno di piante. Comunque.

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Pubblicato da

Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

4 thoughts on “Una foto, una storia (dal 31 dicembre 2011)

  1. Sono felice di sapere che sei in Sicilia; in giornate così tiepide è una goduria girare per vivai: Natale Torre, I Vivai di Terme Vigliatore e poi Allibrio a Ragusa. Non dovresti mancare una scappata ad Acireale da Faro o a Siracusa ai vivai Cuba o a Scicli al vivaio Gli Aromi. In ogni caso auguri e buon divertimento

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    1. @marcella5 Grazie Marcella. Purtroppo la vacanza siciliana è finita, molto prima che avessi voglia di tornare a casa. Di Natale Torre, che ho incontrato in questo viaggio, scriverò su Gardenia uno dei prossimi mesi. Altri che mi hai segnalato li conosco bene, altri ancora saranno appuntamento per uno dei prossimi viaggi, che conto di fare. Per esempio, a Pasqua dovrebbe esserci nel catanese una mostra di giardinaggio nuova organizzata da Grandi Giardini Italiani. NOn si sa mai che riesca a vedere la Sicilia anche in aprile. Beata te che sei sempre lì.
      In ogni caso avremo occasione di incontrarci, intanto un abbraccio e tanti auguri di un anno pieno di fiori e piante.

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  2. solo tu potevi fare degli auguri così….la prima foto ispira una sensazione di serenità come quella che ci sa donare il paesaggio naturale, quindi speriamo che sia un anno sereno. Tanti auguri a te e a tutte le piante del mondo
    lella

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  3. Anch’io giardino, perchè giardiniera sono. Leggendo, guardando questo sito la mia anima ed i miei occhi si nutrono di elementi vitali. La carica per andare avanti in questa vita, che altri ci molestano, la prendo dalla natura, dalla terra nella quale affondo le mie mani per caricarmi di energie segrete e profonde.
    Rimane ristoro di nicchia, questo, tanti non conoscono memmeno le basi per cominciare. Peccato, peccato. Amerei molto poter divulgare la mia poca sapienza, la mia tanta essenziale esperienza. Basterebbe un ramo di gemme, una foglia un bocciolo una corteccia, per aprirsi a mondi segreti meravigliosi irrinunciabili. Chissa?

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