Ecco perchè non scrivo

Da qualche settimana cercavo un modo educato e credibile per giustificare la mia latitanza dal blog. Cambiano i governi, scendono metri di neve e le temperature come nel 1956. Ero piccola piccola, ma venivo mandata in cantina a prendere l’acqua, perché era l’unico posto dove le tubature non erano gelate. Intanto si preparano le mostre di giardinaggio della primavera, mi invitano qui e là a dire la mia. Io, giù la testa, ho continuato a lavorare dalla mattina presto alla sera tardi sperando che prima o poi mi venisse una piccola frase per chiedere scusa della latitanza. Oggi l’ho trovata per caso da qualche parte nella rete. Perchè non ho più scritto sul blog? Perchè entropy isn’t what it used to be. L’entropia non è più quella di una volta.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

9 thoughts on “Ecco perchè non scrivo

  1. Capita, quando la fiamma che abbiamo dentro ci fa andare a mille…poi, poi è il momento di fermarsi un attimo e considerare in quale modo tornare a splendere….”come il legno di betulla che manda bagliori di luce alogena”…..
    Forse ora c’è bisogno di una luce più riposante, più intima, che entri dentro e dica forza, forza, noi siamo energia purissima…non ci spegneremo mai.
    La ammiro, il suo carisma avvince…..vorrei darle una mano…Chissà?

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  2. Mi auguro che questo momento di fermo sia legato ad una sorta di ” letargo”
    stagionale e che piano piano la primavera penetri dentro di noi e ci risvegli.
    Anche se, per quanto mi riguarda, non sono ancora pronta, lo percepisco
    dal fastidio che provo nel vedere le giornate che si allungano. Ho ancora
    bisogno di buio e di tana.
    Spero comunque di leggere presto di nuovi progetti.
    Un saluto.

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  3. cara Mimma,
    io passo le giornate davanti al pc a combattere con colleghi clienti fornitori banche…quando arriva sul blackberry una mail da Mimma Pallavicini… tutto si ferma!!! Devo cliccare sul quel link in fondo alla mail e leggere il post…perché per me sono pochi minuti di serenità e spensieratezza… e leggere quello che scrivi e come lo scrivi è poesia 🙂
    e la cosa strana è che funziona anche se non scrivi niente, è da ieri sera che cerco su internet il termine ENTROPIA, cosa avrà voluto dire?
    è stanca? non ha voglia? non ha l’ispirazione? Penso succeda a tutti, ma ricordati che io,e penso anche altri, passo a volte le serate a spulciare il blog alle ricerche di cose non ancora lette in attesa di un nuovo post.
    un ammiratore

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  4. e no…mica puoi mollare così cara Mimma!!! noi che ti seguiamo quale faro nel mondo del giardinaggio ed amiamo la tua schietta parola, il tuo lucido pensiero e la grande professionalità potremo perderci in questo mare che mi pare sempre più mosso e tempestoso!
    Dai che è il freddo che fa brutti scherzi… anche la tua entropia potrebbe subire un processo di reversibilità!!!
    simonetta

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  5. d’accordo!! aspetto un raggio di sole tiepido che sciolga tutta questa ghiacciatissima neve e dia il la ad una rinascita, con tutte le emozioni che ci trasmetterà, anche se questo è un momento freddo in tutti i sensi e per tutti i nostri sensi.

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  6. Di persona non ci conosciamo ma io, come tanti, conosco e apprezzo la sua penna. Un periodo di cambiamento capita a tutti, si sa, e meno male che accade!!! Ma se quello che ci ha animato sino ad ora arriva dal cuore, allora cambia tutto.
    Sono sicura,torneremo a leggerla!!!
    Betti Calani

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  7. ciao Mimma
    come va? mia nipote si è appena laureata in psicologia e sta lavorando in un ospizio, parlavamo l’altra di cosa fare ed inventarci per portare un po’ di gioa ed entusiasmo a quei vecchietti, io pensavo alla gioia di una piantina nata da un seme seminato, curato … in pratica non so come iniziare..ci aiuti?
    ciao
    Dino e Serena

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  8. Carissima Mimma, sono la Lella, non la Sora Lella, ma la Lella Friulana. Non ho più tue notizie, ed allora mi sono data da fare e ti ho trovato.
    Ti vorrei raccontare del mio stupendo albero di mele, quello vecchio vecchio, che nel giro di un giorno ci ha regalato una fioritura meravigliosa.
    Non ho resistito mi sono tolta le scarpe, anche se faceva freschino, e m i sono accoccolata vicino al tronco. Mi sembrava che i miei piedi nudi respirassero con le sue radici, mi sembrava che i suoi vecchi rami mi proteggessero dalle insidie.
    Non ti dico come mi guardavano le persone che passavano, ma non mi importava niente, avevo bisogno di quel contatto forse un pò folle per qualcuno, ma estremamente salutare per me.
    E’ inutile dire che da questa esperienza sono riuscita a creare uno scialle veramente bello. Spero di mostrartelo quanto prima. Un saluto ed un abbraccio. Lella

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