Io e lei, l’asperula

C’è un momento di maggio, tra un giorno di pioggia e l’altro delle primavere piovose di qui, in cui tutto nel mio giardinetto dietro casa si gonfia e si vela di colore. Le aquilegie fanno casino per i fatti loro in fondo al declivio, gerani macrorrizi marginano la bordura di filipendule, persicarie, aconiti, bistorte, iris che stanno crescendo. Nel grigio emergono i toni biondi del pallon di maggio, dell’acero giapponese, delle spiree e della Lonicera nitida ‘Baggesen’s Gold’. Nuovi piccoli alberi nascono dappertutto: aceri campestri, betulle, frassini, biancospini, pini, quest’anno come regalo extra uno stranissimo acero a foglie porpora incrociato con l’acero pseudoplatano che vive dalla parte opposta della casa. Le giornate grigie, se troppo frequenti, indispettiscono le piante, che diventano più lunghe del normale, insomma filano. Dopo settimane di altera resistenza, i miei quaranta tulipani candidi della varietà ‘Maureen’ quest’anno hanno superato il metro di altezza e adesso cominciano a piegarsi. Ma non m’importa se perdo le pennellate bianche in mezzo all’ortensia ‘Annabelle’ che mette le foglie, perché da oggi il tappeto di asperula riempie di candore due metri quadrati di terreno. Per me un momento magico, di una leggerezza soave. Less is more. Se penso alle contorsioni mentali, botaniche e giardinieristiche che vedo in giro, non trovo niente di più significativo nella mia direzione di questo tappeto un po’ odoroso, molto grafico e molto semplice nel quale vorrei nuotare e perdermi.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

3 thoughts on “Io e lei, l’asperula

  1. E’ strano, anch’io in questi giorni ho usato con alcuni amici Less is more proprio riferendomi al giardino! Ed è altrettanto una bella coincidenza che tu abbia proposto e fotografato questa bellissima distesa di stellina odorosa a pochi giorni dall’avere di lei parlato con una Signora il cui bel giardino era stato pubblicato in un vecchio numero di Gardenia. Nell’articolo si lamentava della sua invadenza!!! Ma perchè nel mio bosco-giardino non mi è data invadenza di alcuna pianta? Ogni centimetro quadro fiorito è frutto di grande fatica… uffa!!
    mi piacerebbe cara Mimma fare prima o poi una visitina al tuo pezzo di paradiso verde…
    simonetta

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  2. Buongiorno Mimma, non ho questa pianta, anzi ti dirò che dalle mie parti non è proprio diffusa. Sul tema delle piante “infestanti” invece al momento ne vado “a caccia” per riempire almeno momentaneamente parti del mio giardino; la melissa sicuramente stà facendo un ottimo lavoro e le Alchechengi altrettanto, il rosso delle campanelle è sempre molto bello. Ho letto anche gli altri post sulle mostre/mercato, che considero un ottimo argomento; già il parlarne potrebbe anche favorire un afflusso maggiore. Riconosco di nuovo con dispiacere, la scarsità di tali manifestazioni nel basso Lazio; malgrado la folta presenza di vivai purtroppo per “vedere ed imparare” occorre andare a Roma. Francesca

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