Ricordando Giannino Marzotto

È morto ieri l’altro a 84 anni Giannino Marzotto, proprietario di Villa Trissino Marzotto. L’ho conosciuto in qualche occasione di visita personale o di festa del giardino, una volta sono stata anche nella sua casa “privata”, un appartamento quasi frugale ricavato in un angolo di una grande cascina ai margini del nucleo urbano. E la simpatia istintiva mi sembra trasparisse da tutto, dall’originalità, dall’affabilità nel voler sapere chi erano i suoi interlocutori e in che cosa potevano interlocuire con lui, dal non fregarsene niente del titolo di conte né della vita alto borghese. Si era animato tra gli alberi del suo parco e ai piedi della “Villa Bruciata”, poi aprendo le porte del garage in cui conservava cimeli delle sue corse sportive, infine sedendosi in salotto aveva evocato il piacere supremo del cibo scelto, cucinato e gustato con stile. Se io ho saputo della sua morte è solo perché decine e decine di persone sono venute nel mio blog a cercare notizie sulla persona e sulla sua villa-castello. Proverò a ricordarlo  mentre, voltando la schiena a quella struggente “villa bruciata” e appoggiandosi alla balaustrata che si affaccia sulla peschiera sottostante mi chiedeva: “Secondo lei, questo è un parco interessante dal punto di vista botanico?”. Penso ancora ciò che in quell’occasione gli risposi: non abbastanza per considerarlo un orto botanico, ma abbastanza per viverlo come indispensabile controvoce alle architetture. Il massimo esempio è nel connubbio forte della villa bruciata lasciata alle intemperie, con un tetto di edera a proteggere la memoria settecentesca del luogo.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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