Culture quotidiane

Font senza corsivi. Mi rendo conto che il botanichese e il giardinicolo sono lingue residuali che quasi nessuno in Italia riesce a interpretare, quando lascio ad un grafico un bel testo in ordine, con già tutti i corsivi, i bold, i simboli e i segni editoriali al loro posto. Mi rendo conto che un testo pronto per l’impaginazione non vale niente per chi non parla la mia lingua. Infatti quasi sempre (con encomiabili quanto rare eccezioni) viene fatto un copia incolla dentro al documento da impaginare, e tutto il mio lavoro di preparazione viene annullato con il doppio gesto melaC-melaV. Nel tempo ho imparato che l’altra umanità, cioè quella che non frequenta le piante, non può saperne niente e reagisce in modi diametralmente opposti alle mie rimostranze e alla spiegazione del perché ho messo i corsivi ai nomi scientifici delle piante e le virgolette semplici ai nomi varietali, che invece vanno in diritto. Stamattina al telefono un grafico toscano mi ha ascoltata in silenzio, come se stessi raccontando una storia curiosa e poi ha aggiunto: “Quante cose sai! Si vede che tu hai cultura!”.  Io invece ho pensato che queste sono nozioni minime che chiunque abbia fatto una scuola superiore dovrebbe avere. In fondo anche Homo sapiens è scritto in corsivo, essendo genere e specie a cui, pare, apparteniamo. Dall’altra parte del filo a quel punto c’è stato un attimo di scoramento, presto spiegato: il carattere che aveva scelto non ha corsivo e si dovrà sceglierne un altro magari meno appariscente (gli italiani lo vogliono sempre tale), ma più utile, come piace a chi, rinunciando eventualmente a un po’ di estetica, pensa che le piante siano anche una scienza.

Gnocchi con patate. Mio marito di tanto in tanto viene volentieri ad aiutarmi a fare la spesa perché così sceglie a suo piacimento qualcosa che io non comprerei mai. Sicché ieri sera ho ritirato in frigorifero una busta di gnocchi con su scritto non che di patate sono fatti, ma “con” patate. Chiamo mio marito e gli chiedo con quale criterio ha scelto proprio quegli gnocchi: “Perché sono di patate – dice lui candido – e gli altri sono di semola e non sono la stessa cosa”. Per convincerlo che non solo non sono di patate, ma che le contengono marginalmente e in un mare di inquietanti sostanze quanto meno non necessarie, gli ho chiesto di leggere a voce alta gli ingredienti. Questi: patate in fiocchi reidratati pari a 35% di patate equivalenti (acqua, patate precotte disidratate, emulsionanti: mono e digliceridi degli acidi grassi, stabilizzanti: difosfato disodico, antiossidanti: ascorbile palmitato e metabisolfito di sodio, correttore di acidità: acido citrico, curcuma, estratti di carota e paprika), farina di grano tenero tipo 00, acqua, fecola di patate 6,4%, sale, farina di riso, conservante: sorbato di potassio, correttore di acidità: acido lattico. Contiene solfiti. Quanto la nostra civiltà abbia perso di vista il buon senso, a me lo dice anche questo elenco. Gli gnocchi di patate dovrebbero essere fatti di patate (bianche e farinose, tipo ‘Kennebeck’, ‘Cicero’ e altre varietà simili), farina, sale e, nei giorni di festa, un uovo nell’impasto. E d’estate non si fanno, perché le patate sono appena raccolte: troppo fresche e gli gnocchi si appiccicherebbero. Chissà dove finisce la cultura dell’orto e comincia quella della tavola. Certo è che io, che pure mi ritengo poco talebana nonostante l’ipercriticità e i brontolii, ieri sera gli gnocchi non li ho voluti mangiare. Di acido lattico ne ho abbastanza nei muscoli e la curcuma voglio decidere io dove usarla.

Murabilia ama i libri. Ho chiesto a un giovane attore pistoiese, conosciuto attraverso un’amica, se era disposto a perdere tre pomeriggi per fare un piccolo esperimento: leggere a voce alta qualche brano significativo di libri giardinicoli recenti. E avendo incontrato da parte sua un insperato entusiasmo, succederà: nel fresco dell’orto botanico di Lucca durante Murabilia, dal 7 al 9 settembre, ci si potrà rilassare di tanto in tanto ascoltando la voce ben impostata di Henry Bartolini che dà voce a libri come ‘La confraternita dei giardinieri’ di Andrea Wulf, ‘Il signor giardiniere’ di Frédéric Richaud, ‘Elogio delle erbacce’ di Richard Mabey e, più recente di tutti, ‘E il giardino creò l’uomo’ di Jorn de Précy (il cui “curatore” Marco Martella sarà ospite a Murabilia il venerdì pomeriggio per presentare il libro). In che cosa consiste l’esperimento? Nel dare voce a ciò che, magari, conosciamo già nel segreto della lettura silenziosa e privata e nel tentare di avvicinare in questo modo alla lettura i giardinieri che sono allergici ad appoggiare gli occhi sulle parole scritte, in Italia purtroppo tanti. Se solo sapessero i refrattari quanta avventura, quanta storia, quanto divertimento, quanto invito a volare con fantasia e intelligenza, quanta filosofia utilizzabile ci sono in ognuno di questi libri, forse ne sarebbero tentati.

Annunci

Pubblicato da

Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

2 thoughts on “Culture quotidiane

  1. Mi sento come quel grafico toscano , sono toscana anch’io e ignoro le regole dell’impaginazione , comunico solo contenuti, magari mi riesce poco anche quello . Poverino tuo marito! Io gli gnocchi li facevo al ristorante , con le patate rosse di Colfiorito che sono molto collose , buoni! Un tipo macrobiotico fanatico diceva che si dovrebbe mangiarli solo in estate , perché contengono potassio , e fanno da integratori , “Senti che sapore di potassio ! ” diceva mangiando le patate . Sentivo solo sapore di patata, magari il potassio sa di patata. Spero che mi diano un giorno al lavoro per venire a Murabilia , e spero di non farmi catturare solo dai banchini di piante, come succede di solito.

    Mi piace

  2. Spero di poter godere anche solo per pochi minuti di queste letture, magari anche affacendata manualmente in altre cose, ma con l’orecchio e il pensiero tesi a farsi conivolgere dal suono e dal significato delle parole che escono da questi libri e prendono vita……….mi ricordano le giornate a Triora passate prima a raccogliere e poi a seccare erbe spontanee mentre qualcuno in un angolo racconta il miglior modo per farlo, una ricetta o semplicemente una storia ad esse legate. A presto Rossana

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...