Una questione di tempistiche

Ho saputo oggi che la prossima Floriade si solgerà nella città di Almere: lo studio di architetti che ha presentato il progetto ha vinto sulla candidatura di Amsterdam, Boskoop e Groningen. Vedere qui, e grazie a Nemeton, la rivista on line diretta da  Maurizio Corrado, da cui mi arriva l’informazione (www.nemetonmagazine.net).
Mi ricavo cinque minuti per dire la rabbia: noi italiani pianifichiamo un giorno per l’altro, nel mondo professionale in cui mi muovo se possibile ti dicono le cose chiedendoti di fare subito, ma vorrebbero che tu le avessi indovinate e prevenuto ogni desiderio. In Olanda non è ancora conclusa un’edizione di Floriade che già fanno vedere il piano quasi dettagliato di quella successiva. Non un anno o due dopo, ma  dieci anni dopo. Come se qui da noi si sapesse già che cosa se ne vuol fare dell’Euroflora del 2020.
Intanto Floriade 2012 di Venlo, nel sud-est dell’Olanda al confine con la Germania,  prosegue ancora sino al 7 ottobre. Se qualcuno deve imparare la tempistica, fa ancora in tempo ad andarci. Anzi bisognerebbe trasferire in massa pianificatori e amministratori nostrani, a cominciare da quelli dell’Expo universale del 2015 a Milano.
Io non posso fare molto neppure per soddisfare il mio personale piacere di pregustare gli eventi e la loro costruzione, sicché almeno lascio qui una manciata di appunti visivi della mia visita a Floriade 2012 di fine agosto. Tema: l’uso delle graminacee. Già imparare a lavorare con queste piante sarebbe un bel modo di guardare al futuro dei giardini e del paesaggio.

PS: tanto per dire che non sono solo gli olandesi ad essere ben organizzati sui tempi, lascio qui la prova che lo sono altrettanto in Germania. Nell’orto botanico (il primo della Germania: 1609) della  cittadina di Giessen, 70.000 abitanti, a nord di Francoforte, hanno già appeso il manifesto che annuncia la Landesgarternschau che ci sarà nel 2014 sul tema “Vivere la natura da vicino”, per altro con ben strutturato sito già in funzione (www.landesgartenschaugiessen.de).
Volando più vicino a casa, io questo fine settimana vado a vedere se tutte le pene degli organizzatori di “Piante e animali perduti” a Guastalla (RE) e di “Fiori frutti qualità”  a Celle Ligure (SV) sortiscono anche quest’anno i magnifici effetti che i visitatori si aspettano. Quello che stupisce della nostra nazione è che qui, perennemente nelle ristrettezze di mezzi e di tempi, non si sanno fare piani sulle lunghe distanze, ma i miracoli su quelle brevi sì.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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