Una foto una storia (dal 21 ottobre 2012)


La foto della testata del blog dal 21 ottobre 2012
Comincia il foliage
Ieri sono andata a un convegno in Valle Vigezzo (quasi in Svizzera, sopra al lago Maggiore per chi vive altrove dal Piemonte). In un piccolo paese a 900 metri e di 700 anime che si chiama Craveggia mi hanno chiamata a parlare del recupero dei saperi tradizionali nella coltivazione della terra. Lassù stanno cercando di fare cose interessanti in bilico tra bisogno di mantenere la memoria collettiva del paese e il desiderio di metterla a disposizione dei turisti e dei cittadini, soprattutto con orti condivisi. Un paese di montagna curioso: ha dato i natali a Jean Marie Farina dell’acqua di Colonia, a pittori e gioiellieri della corte di Francia e conserva cimeli bizzarri come il drappo funebre di Luigi XIV il re Sole. E mentre ero là qualcuno mi ha detto che giù in città, a Domodossola, al Collegio Rosmini era in svolgimento la tradizionale mostra pomologica autunnale. Sicché al ritorno piccola tappa dovuta, assaggio dello squisito gelato di mele venduto da Slow Food per finanziare il progetto Mille orti in Africa e, mentre me ne andavo, qualcuno che mi ha toccato sulla spalla: “Ma lei l’ha visto il nostro museo di scienze naturali? È uno dei più belli e forniti d’Italia”. Sono tornata indietro per vedere barattoli di formalina con dentro girini, cervelli, serpenti, scheletri umani, zampe di elefante trasformate in portaombrelli, uccelli impagliati, collezioni di coleotteri e conchiglie, un’intera sala di erbari, purtroppo chiusi a chiave e non consultabili. Cose di gusto ottocentesco, insomma, che non mi danno più alcuna emozione, e molte grazie che non fossero sepolte dalla polvere dei secoli come altrove. Voltandomi invece verso la finestra della sala degli erbari ho provato molta gioia e il senso di ricordare all’improvviso che siamo in ottobre e le foglie, ovunque dalle mie parti ancora tutte verdi, sono prossime all’appuntamento con il foliage, momento di gloria prima che tutto taccia per l’inverno. Ho estratto la macchina fotografica e ho fatto un click per memoria. Perché un tiglio che ingiallisce appena le foglie in un piccolo giardino quadrato e illumina una finestra per me è una grande emozione. Più di tutte quelle che, in ogni caso, vivo nel primo scorcio d’autunno in giro per l’Italia, seguendo o governando la carrozza delle mostre di giardinaggio nazionali. Oggi ancora Masino e poi basta, almeno per me. Riserverò così un po’ di tempo alle cose che fanno ricco l’autunno: il colore delle foglie, la raccolta e la determinazione dei frutti.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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