Una foto una storia (dal 2 novembre 2012)


La foto della testata del blog dal 2 novembre 2012
Cimiteri come paesaggio
Tutte le volte in cui, come oggi,  entro nel cimitero del mio paese penso a come sarebbe bello andarci a leggere il giornale, se solo ci fosse erba invece di ghiaia grigio scuro e nei punti strategici – dove lo sguardo può superare il muro di cinta e vedere la cima della montagna, davanti al piccolo quadrante dei bambini morti – ci fosse una panchina comoda e di buona fattura. Io a leggere il giornale in un posto di convivenza serena tra vivi e morti, la vecchietta a parlare con i suoi avi, la moglie a chiedersi perché il marito ha voluto lasciarla sola, ognuno seduto su una panchina senza fretta per restituire al cimitero un ruolo di giardino della pace eterna e della ricerca di pace quotidiana che invece in Italia, e in genere nella cultura cattolica, è solo di pena e di onore ai trapassati. Vorrei un giardino della memoria, fiorito non per circostanza come è in questi giorni, ma perché è un bel posto che può insegnare la convivenza e la tolleranza e farlo con il suo aspetto. Ci penso oggi, giorno dell’anno dedicato ai morti, come l’ho pensato l’estate scorsa scendendo dall’auto in un parcheggio del paesino valdese di Prali tra le montagne piemontesi e trovandoci nel prato antistante, tra erba sfalciata e scampoli di boschi, un minuscolo riquadro murato più simile a un salottino della comunità che a un camposanto. Ho tirato fuori la foto oggi pensando di condividere qui un luogo che fa paesaggio e al paesaggio partecipa, rendendo accettabile, più di un’infinità di ragionamenti e riti mai in grado di consolare, la sventura di non essere eterni.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

3 thoughts on “Una foto una storia (dal 2 novembre 2012)

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