Invece il tempo esiste

Sono “perseguitata” da un libro – Refranero espanol – da circa quarant’anni, quando lo ebbi in prestito, come allieva di spagnolo, dal professore Pablo Luis Avila Molina all’università e giurai che lo avrei restituito dopo l’uso. Le fotocopie allora erano molto costose, perciò contavo di trascrivere i proverbi e i modi di dire che mi interessavano. Se gli anni non sono quaranta, sono quarantuno, quando Pablo viveva in via Sforza a Milano ed era un adorabile riferimento per un gruppo di ragazzi come me che studiavano lingue.
Stasera mi è tornato tra le mani quel libro, ripescato da un piano mai frequentato della mia infinita e ormai quasi ingestibile libreria. Avevo provato un ventennio dopo a restituirlo ma, raggiunto al telefono, Pablo mi disse che era in partenza quel giorno stesso per Madrid con l’idea di fermarsi per un po’ e che quel libro, che pure gli mancava, poteva ancora rimanere affidato a me, purché la parola rimanesse la stessa, cioé che lo avrei restituito. Era un uomo di meravigliosa poesia (e infatti ha pubblicato parecchi libri come poeta), di straordinaria memoria (sentito il mio nome al telefono, dopo vent’anni chiese solo: sei la Mimma piemontese o la Mimma di Vigevano?), di esuberante creatività (oltre che poeta e docente di spagnolo, anche pittore), di cultura pari alla tolleranza e di sottilissima ironia. Abbiamo riso insieme al telefono dell’opportunità che mi veniva concessa di dimostrare di essere una donna di parola; erano passati vent’anni, ma certo: potevamo ancora attendere. Ma non l’ho mai restituito, nella sciocca convinzione che avrei dovuto cercarlo a Madrid. Mi dicevo: “Prima o poi mi prendo un week end madrileno e riporto il Refranero a Pablo”.
Stasera, accarezzando quel libro insieme ai ricordi che a lui sono legati, ho deciso di fare una piccola ricerca su internet, per sapere se di Pablo ci fossero tracce, con l’idea che forse era giunto il momento di riconsegnare il Refranero espanol al legittimo proprietario.
Su internet ho trovato qualche indizio e, con grande sorpresa, sono arrivata a stabilire che sino a due o tre anni fa insegnava all’università di Torino e nella stessa città nel 2009 ha tenuto una mostra di pittura. A poche decine di chilometri da dove vivo. Si è accesa la speranza di raggiungerlo, intanto ho letto una biografia, ho letto che è nato a Granada, e lo sapevo bene perché adorava la sua città di origine e ne parlava spesso anche a lezione, nato nel 1932, e questo non lo sapevo. Ho fatto velocemente il conto: ora ha ottant’anni, e li compirà di qui a poco, a inizio dicembre. Potrei impacchettare il libro, trovare una frase degna della sua ironia e portarglielo come se il tempo non esistesse. “Ciao Pablo, eccoti il libro. Ho fatto quattro o cinque traslochi, ho perso per strada tanti libri, ma il tuo no. Buon compleanno, come vedi il tempo non esiste” e aspettare una di quelle sue frasi gentili e ironiche che mettono a posto anche le emozioni. Ho navigato per oltre mezz’ora, ho trovato altro dell’ultimo decennio, nulla dell’ultimo anno. E poi una pagina del Corriere della sera del 17 febbraio scorso con il suo necrologio.
Stasera ho ereditato un vecchio libro spagnolo, e non avrei voluto, imparando ancora una volta a mie spese che il tempo esiste, eccome. Penserò a Pablo che dorme in un luogo di poesia come il piccolo cimitero di Prali che in questo periodo illustra la testata del mio blog. I giardini per lui erano parte della poesia che aveva dentro, innata. Spero gli vada bene anche un luogo sereno alternativo dove trovare pace alle proprie inquietudini e da dove aiutare chi resta a fare pace con il tempo.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

5 thoughts on “Invece il tempo esiste

    1. Da tempo non mi capitava di provare un dolore così grande e così muto. Non puoi piangere, non puoi sfogarti con nessuno, devi avere il senso del ridicolo a sufficienza anche per capire che non puoi sentire vicina una persona per quarant’anni senza cercarla e poi pretendere che lei ti aspetti. Ci sono cose e persone che ti restano per la vita e tu sfidi il tempo procrastinando l’incontro. Poi in un contesto imprevisto, riportato in un sito di Prima Linea, trovi il ricordo scritto da Cesare Segre, un altro dei professori di quegli anni. E la serata va storta anche perché c’è in agguato una domanda: mi spiace più per Pablo, più per il fatto che ho indugiato troppo e il tempo, che esiste, mi ha punita facendomelo ritrovare un attimo dopo la sua morte, o perché non ho più quei vent’anni in hot pants ed eskimo e quella strafottenza creativa che stava alla base della comunanza vera, mentale, di indirizzo di vita, con Pablo? Così è. A volte condividere un pensiero e ricordare una persona in rete allevia il dolore e fa sperare che, parlandone, si possa evitare che succeda ad altri.

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  1. Molto coinvolgente e commovente .
    L’altra sera alla tv ho sentito al volo una risposta data da uno
    scrittore colpito qualche anno fa da un ictus, alla domanda su
    cosa aveva imparato da quella esperienza, lui ha detto ” Non rimandare “.
    Ed è quello che dovremmo fare, ma siamo umani e spesso deboli .
    Un abbraccio solidale.

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  2. non conosco il personaggio e sarò funerea. Ciao Mimma, allora…..sono cresciuta con una zia, il periodo più bello della mia infanzia, e anche da adulta il legame non si è spezzato. ho sempre trovato il tempo di andarla a trovare, ma col tempo sempre meno malgrado il pensiero. Ed io che dicevo…ecco devo andare a trovare zia arcangela, devo andare, una volta due volte tre volte; una sera ricevo una telefonata….zia è morta…l’ho vista troppo tardi. Ma ho capito, ed il mio vicino di casa quasi centenario invece, sono andata a trovarlo, abbiamo parlato e parlato…….
    si mimma, il tempo passa, ma è meglio non pensarci……altrimenti rischiamo di andare a sbattere!

    PS: adesso sai che i libri vanno restituiti!

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