Festa è cambiare ritmo

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Dice: “Almeno per Natale facciamoci vive, non ti pare? “. E’ vero, io vado di fretta dietro ai miei lavori, un’altra tastiera di computer è quasi consumata. E lei, l’amica disegnatrice Rita Ammassari, da un anno intero non mi manda la sua interpretazione di noi due follette stagionate. Da quando è diventata nonna si è montata la testa, è innamorata del nipotino e ha dimenticato tutto, la dieta per ritrovare la linea appesantita dall’età, il giardino da curare, le frustrazioni professionali in un’epoca che i disegni li chiede al terzo mondo a costo quasi zero.
Così Rita mi manda la sua versione del biglietto di auguri. Ma le follette stagionate che siamo noi due, dove sono? “Ah – dice lei – lascia perdere, siamo dietro l’albero che sistemiamo una palla o una luce, scegli tu che facciamo, chi ci vuol bene ci vede attraverso l’albero”. E io: “Scusa tanto, hai nascosto due umanissime follette e hai messo in mostra cinque topi che addobbano l’albero, con tanto di cappello di Babbo Natale in testa!”  Rita ride al telefono: “In qualche modo si deve pur smitizzare la festa, i rituali, i tour de force annessi. Tutti che si affannano, sotto le feste diventiamo tutti topi. Sicché fai conto che noi siamo dietro l’albero sedute al computer o, se preferisci, per una volta a leggere il giornale in relax”. Si ferma un attimo e poi aggiunge: “Ecco, sì, la festa è questo: poter cambiare prospettive e ritmi per qualche giorno, con tutti i nostri topolini attorno. Buon Natale”.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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