Diamoci un taglio

le-follette-per-San-ValentinoMi lamento spesso di questi tempi senza entusiasmo e con la joie de vivre sotto la suola delle scarpe. Mi lamento, ma che farci: è solo perché sono un po’ espressione (mio malgrado) dell’austera, perfezionista cultura sabauda. Ne parlo al telefono con la mia amica disegnatrice Rita Ammassari, le dico che una generazione come la nostra non l’hanno più fatta. Io mi lamento, ma poi so fare tesoro di qualsiasi piccolo segnale che mi capiti a tiro e sono propositiva e fattiva, non mi lascio demotivare dai tempi e dalle difficoltà. Rita concorda. A noi, figlie del dopoguerra, allevate da genitori che avevano provato le limitazioni, gli stenti, gli orrori della guerra, hanno insegnato a dire grazie di tutto, a gioire di ogni impercettibile regalo che venga dall’essere vivi e dalla possibilità di guidare le giornate a propria misura, insomma a cogliere i segnali positivi pur tra mille negativi. Passa qualche giorno e Rita che fa? Mi telefona: “Oggi sono andata fuori in giardino e ho fatto qualche potatura. Così mi è venuta in mente una piccola idea in sintonia con San Valentino. Te la mando”. E arriva una delle sue vignette delle follette stagionate che noi siamo, dove la folletta sabauda, quella dei lamenti che a suo tempo ha analizzato i Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes, si trova in bocca una frase in puro stile moralista sabaudo di fronte alla creatività libera dell’altra, che ha piegato il giardino alla sua voglia di esserci e partecipare. Il suo amore per la vita espresso in una moltitudine di cuoricini intagliati in giardino, mentre se ne sta tesa in punta di piedi in un esercizio che le follette stagionate non sono più autorizzate a fare. Ma l’amore per la vita è amore. Infatti, lo diceva anche Roland Barthes, rispolverato giusto per il San Valentino 2013: “L’innamorato si dimena in uno sport un po’ pazzo, si prodiga, proprio come l’atleta…”.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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