Floracult, flora e cultura

paesaggio-romano-con-orto-di-Pietro-ai-Casali-del-Pino

Le cose del verde intorno a me succedono con una rapidità e un’intensità che, solo vent’anni fa, erano inimmaginabili. “Che almeno io non abbia dedicato la vita a qualcosa che invece non valeva tanto sforzo – mi ragiono a volte – e che a trarne beneficio siano la generazione dopo la mia e tutte le altre”. Puntuale, come ultima regola da giornalista (che applico senza quasi più essere tale), registro mutamenti e spostamenti di stile e di gusti e, se non ne parlo con la frequenza che vorrei, è solo perché i ritmi da tenere sono sempre più accelerati.

scorcio-di-Floracult-2013conferenza-Stefano-Mancuso-Floracult-2013baby-giardiniera-a-Floracult-2013

Floracult lo scorso week end a Roma e, ancora una volta, la sensazione che da Firenze in giù siano arrivati dopo a considerare il giardinaggio e la cultura che ci sta dietro, ma adesso le loro risorse siano assai più fresche e brillanti e la loro curiosità meno corrosa dall’abitudine. Lo penso ricordando l’interesse e le domande intelligenti dei visitatori di Milis in Sardegna, la capacità di coinvolgimento attivo dei bambini di Cittanova, in Calabria, chiamati come gioco a mangiare pane e marmellata e a contare le piante della merenda. Bella circolazione di gente ai Casali del Pino alla Storta (a nord di Roma, sulla Cassia), molti meno birignao della serie infinita dei “tu non sai chi sono io” che registro con fastidio alle mostre di giardinaggio nostrane più quotate.  Qui, al massimo, personaggi più o meno in vista servono ai microgossip di Dagospia e si porgono con rassegnazione che quello è il loro ruolo, e non con ostentazione di potere come ho visto al Nord. Intanto a Floracult gli stessi espositori hanno mostrato maggiori ambizioni nell’allestimento rispetto ai sancta sanctorum nordici, da Masino all’Orticola di Milano passando per Murabilia a Lucca. Forse perché padrone di casa sono le Fendi, famiglia tutta al femminile di stilisti e imprenditori della moda. Che hanno impresso uno stile informale chic, con una particolare attenzione alla sostenibilità e al biologico che fa onore a Ilaria Venturini Fendi.

Dolenti note. Lo stand dell’AMA a Floracult, con l’omaggio ai visitatori di sacchetti da 1/2 kg di compost, mi ha incuriosito, visto che mi sto interessando di compostaggio e prendo nota di ciò che riguarda la raccolta dell’organico dai rifiuti urbani. A Roma la percentuale è ancora bassa, e la differenziata stenta a decollare: hanno gridato al miracolo per la percentuale del 30,2% raggiunta lo scorso dicembre, quando la CE alla stessa data chiedeva il 65%. E il “patto per Roma” si è dato tempo per mettersi a pari con l’Europa civile, ponendo come obiettivo del 2013 il 40% di differenziata. Mi ha raccontato a Floracult un dipendente AMA, addetto alla sensibilizzazione dei romani, che la gente non ne vuole sapere e allora hanno deciso di ricorrere alle maniere forti, aprendo e controllando i sacchetti e multando la famiglia quando i rifiuti non ben differenziati sono riconoscibili come di qualcuno, sennò tutte le famiglie del condominio (110 euro a famiglia!). Lo scorso anno gli “ispettori” con l’ingrato compito di piegare i cittadini al civismo hanno fatto 16.000 multe. Una nota a margine. Ho chiesto perché il compost non lo vendono; mi hanno risposto che, in quanto società con altre finalità, non possono. A San Francisco dal compost ricavato dall’umido urbano incamerano ogni anno 20 milioni di dollari. Te la do io l’America.
Dolenti note. Lo stand dell’AMA a Floracult, con l’omaggio ai visitatori di sacchetti da 1/2 kg di compost, mi ha incuriosito, visto che mi sto interessando di compostaggio e prendo nota di ciò che riguarda la raccolta dell’organico dai rifiuti urbani. A Roma la percentuale è ancora bassa, e la differenziata stenta a decollare: hanno gridato al miracolo per la percentuale del 30,2% raggiunta lo scorso dicembre, quando la CE alla stessa data chiedeva il 65%. E il “patto per Roma” si è dato tempo per mettersi a pari con l’Europa civile, ponendo come obiettivo del 2013 il 40% di differenziata. Mi ha raccontato a Floracult un dipendente AMA, addetto alla sensibilizzazione dei romani, che la gente non ne vuole sapere e allora hanno deciso di ricorrere alle maniere forti, aprendo e controllando i sacchetti e multando la famiglia quando i rifiuti non ben differenziati sono riconoscibili come di qualcuno, sennò tutte le famiglie del condominio (110 euro a famiglia!). Lo scorso anno gli “ispettori” con l’ingrato compito di piegare i cittadini al civismo hanno fatto 16.000 multe. Una nota a margine. Ho chiesto perché il compost non lo vendono; mi hanno risposto che, in quanto società con altre finalità, non possono. A San Francisco dal compost ricavato dall’umido urbano incamerano ogni anno 20 milioni di dollari.

Avrebbe potuto inseguire il barocco romano, la ridondanza piaciona della capitale,  la scenografia da Cinecittà, e invece per questo luogo in ristrutturazione (era un villaggio della Manifattura Tabacchi, acquistato pochi anni fa quando ormai era del tutto degradato e vilipeso) ha scelto il sottotono che lascia spazio al genius loci di una campagna bellissima, alla memoria antica degli Etruschi della città di Veio che ha lasciato vestigia sul territorio della tenuta, ai diritti del tufo e dell’acqua, dei prati, dei maestosi pini domestici (Pinus pinea) e delle greggi di pecore che pascolano come ai tempi della settecentesca  pittura di paesaggio.

Tanti piccoli segnali per dire che la redenzione di un luogo antropizzato  passa attraverso la coscienza e il desiderio di non dilapidare memoria e risorse. Dentro a costruzioni semidiroccate (ma senza il fascino sinistramente delabré delle rovine) in occasione di Floracult ci hanno messo una “scuola per reinventori”, le gabbie di pulcini e anatroccoli in vendita di un espositore, la zona conversazioni… Alla cura lucida e un po’ apprensiva di Antonella Fornai è stata lasciata anche la parte culturale, con una splendida conversazione di Stefano Mancuso che ha tenuto sedute 60 persone per due ore, con coda di domande intelligenti. Ho preso appunti, spero di ricavare il tempo necessario per mettere di fila il discorso e riproporlo sul blog.

viale-principale-con-le-tre-torri-di-vetro-dei-Casali-del-Pinogioielli-con-foglie-semi-viticci

In mezzo a espositori un po’ diversi da quelli che animano le manifestazioni nostrane, purtroppo ho colto qualche segnale che stanno scendendo gli Unni vivaistici anche su Roma. Peggiore tra tutti, la figura del vivaio Degli Innocenti che, almeno in ricordo di una lunga e gloriosa storia di iris e giardinaggio fiorentino, dovrebbe esimersi dal prestarsi volgarmente al vivaismo commerciale olandese. Piante gonfiate come le labbra di certe signore, colori sgargianti e tronfi con accostamenti improbabili, cioè esattamente il contrario di ciò che si chiede a una mostra di giardinaggio. In mezzo, parecchi stand di associazioni caritatevoli, a cui è stata offerta anche la possibilità di raccontare nel conversatorio le finalità, installazioni d’arte, un laboratorio sul tema dell’idroponica (www.studiomobile.org), una stanza di animali curiosi che raccontano una natura diversa e meravigliosa, la presentazione di una rosa Barni dedicata a Mariangela Melato, consulenze di giardinaggio… In generale, una manifestazione che per me è una bella scoperta, e alla quale auguro un futuro pari almeno al presente.

scuola-per-reinventori-a-Floracult-2013composizioni-di-fiori-recisi-a-Floracult-2013angolo-di-arredi-EMU-a-Floracult-2013garofanini-Billo-sotto-una-torre-dei-Casali-del-Pino

Annunci

Pubblicato da

Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

4 thoughts on “Floracult, flora e cultura

  1. Il beneficio c’è… già adesso! 🙂 Grazie per l’analisi e la franchezza, severe e costruttive come le “dolenti note” (che, fra l’altro, sostituiscono con eleganza un “birignao” che ci poteva stare, vista la Sua partecipazione!). Sono curiosa di leggere il report su Stefano Mancuso…

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...