Che aria tira a Birmingham

Sono di ritorno dal Glee di Birmingham, Inghilterra, e ho qualcosa da raccontare. Intanto, rispetto ad altre fiere professionali in giro per l’Europa, l’ingresso è gratuito. Basta accreditarsi prima, loro ti mandano il foglio di registrazione e con quello, da soli, all’arrivo si va al lettore ottico che emette il biglietto con tanto di codice a barra. Così negli stand sanno chi sei: leggono il codice e rimane traccia del fatto che ti sei fermato lì e hai chiesto qualcosa. Gratuiti sono anche il catalogo e internet via wi fi. L’Inghilterrra è lontana, ma prima o poi le loro tendenze arrivano sempre anche qui in Italia, dunque prepariamoci. Questi i punti che ho rilevato.

1)    Molta plastica, poco design, ma nonostante la crisi ancora motivazioni a creare, e con il proverbiale empirismo inglese. Oggetti talvolta brutti, ma decisamente utili per facilitare il lavoro del giardiniere. Per dire: hanno inventato una specie di “gonna” di materiale impermeabile con un alto elastico: le misure sono quelle della carriola, l’elastico attorno al bordo della carriola tiene ferma e in piedi la tela cerata e così il volume di foglie o detriti che si possono caricare è triplo.

2)    Il riciclaggio. Si ricicla di tutto: la plastica per realizzare mobili da esterni di design classico, negli stessi colori del legno, a cui incredibilmente assomiglia. Costosi come poltrone e tavoli in teak o forse più, ma possono stare all’aperto tutto l’anno, non richiedono manutenzione e a loro modo collaborano a non far buttare via la plastica dopo il primo uso. Si ricicla la lana per un antilumache in pellets che promette meraviglie. Nessun trucco: lana di tosatura delle pecore (le famose Suffolk bio1nt-landscapecup cakes per uccellidal musetto nero), ancora sporca, solo pellettizzata. Le pacciamature in scaglie di legno: non di un solo tipo (da noi corteccia di pino), ma almeno 20 tipi diversi di legno, con colori diversi e lampada per piante da appartamentowp40eb4e4b_05_06una diversa capacità di degradarsi. Il filo per legare, riciclato al 100% e del tutto biodegradabile, in cotone e elastam. Garantito un anno, se poi si spacca e cade a terra non si vede perché è verde scuro e continua a degradarsi. Al Glee ha vinto il premio Green 2013.

3)    La straordinaria attenzione agli animali selvatici. Kit di ogni genere (dedicati soprattutto ai bambini) per allevare e dare da mangiare alle farfalle, offrire un ricovero invernale ai ricci, ospitare i pipistrelli e le coccinelle. Gamme incredibili di granaglie, specifiche per ogni tipo di uccello selvatico. Mangiatoie di ogni foggia anche per gli scoiattoli e le donnole, palle di grasso, biscottini, alimenti proteici, e poi cassette, prodotti per l’igiene e la manutenzione, insomma un mondo a margine del giardinaggio o, per meglio dire, il bisogno di praticarlo sempre più vicini alla natura.

4)    Le grandi associazioni di giardinaggio, dalla Royal Horticultural Society al National Trust, si sono fatte fare con il loro marchio linee di prodotti che vengono esibiti negli stand come si trattasse di essere fornitori della regina. Dal bloc notes con le rose al vaso di Kew, dalle sementi, alle pavimentazioni a chissaché, il logo come garanzia (e non, come lo interpreto io,  quale bisogno di fare cassetta presso il popolo sulle ceneri di un passato prestigioso).

Nel mondo globalizzato e economicamente sconnesso gli inglesi si adeguano. L’ultima volta che ero stata al Glee, cinque o sei anni fa, la manifestazione professionale era assai più estesa, quattro padiglioni almeno, e non bastavano due giorni per visitarla. Ora i padiglioni si sono ridotti a due e gli inglesi fanno lavorare cinesi e indiani su loro disegno. Quando gli chiedi il prezzo, vogliono sapere per quale quantità: ti fanno risparmiare se acquisti un conteiner alla volta, e dall’Oriente ti arriva direttamente a casa senza transitare per l’Inghilterra. Così è.

Annunci

Pubblicato da

Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

One thought on “Che aria tira a Birmingham

  1. Ciao Mimma, vale la pena andare? Avevo intenzione di organizzarmi il viaggio a febbraio e mi sono già accreditata, ma dopo aver letto il tuo articolo mi è sorto qualche dubbio. Per il mio progetto necessito di trovare qualche fornitore e pensavo che l’Inghilterra, patria del verde, fosse il luogo idoneo per cercare…

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...