Due informazioni per il 28 settembre

Belle idee. Conosco Vitaliano Biondi, architetto spesso imprestato alla causa delle Un-po-di-mare-a-Guastallamanifestazioni verdi, come una persona creative e giocosa. Per altro, chi domani e dopodomanio sarà come me a Guastalla per “Piante e Animali Perduti” (www.pianteeanimaliperduti.it) sa di che cosa parlo. Ma due o tre giorni fa, alla richiesta di facebook di partecipare a due eventi, ho riso di gusto scoprendo il modo con cui Vitaliano sta allargando l’interesse dalla biodiversità naturale a quella antropologica, della memoria, del gioco e dei paesaggi. Domattina, tra le 8,30 e le 13, le strade bianche lungo gli argini di bonifica e le golene del Po guastallese saranno solcate dalle ruote delle biciclette d’epoca per una passeggiata cicloturistica sui generis. Ma più ancora mi piace “Un Po di mare – Trofeo Isola del Peccato” che come titolo evoca maliziosissime atmosfere, adolescenti e primi innamoramenti negli anni Sessanta. Invece di una gara di biglie si tratta, e si svolgerà con la sabbia del Po, ottenuta da un posto sul grande fiume che si chiama Isola del Peccato e che sino a qualche decennio fa rappresentava per gli abitanti di Guastalla il luogo dove trascorrere la domenica, magari giocando a biglie sulle piste di sabbia. Et voilà. Queste sono le riprove che non sono il dispendio di denaro e la magniloquenza delle scelte a fare festa, ma le idee, soprattutto quelle che cercano un legame tra passato e futuro vitalizzando il presente a costo zero, come detta l’epoca di crisi.

Buon compleanno. D’obbligo condividere una scoperta casuale con coloro che non concepiscono il giardino senza le piante e le piante senza la botanica. Domani compie gli anni – 83, essendo nato il 28 settembre 1930 – il grande botanico Sandro Pignatti, autore della monumentale Flora d’Italia sulla quale sono cresciuta. Porto molta stima e altrettanto affetto per Pignatti e per sua moglie, la botanica austriaca Erica Wikus e a loro auguro lunga vita. Alcuni anni fa, loro ospite a Roma, mi raccontarono di aver tirato fuori dai cassetti, raggiunta la pensione, un’opera titanica iniziata trenta o quaranta anni prima: la flora delle Dolomiti. “Chissà se riusciremo a riordinare e a digitalizzare tutti i dati – mi disse il maestro, un po’ malinconico pensando al tempo che fugge e ai tempi lunghi richiesti dal suo lavoro – c’è tanto da fare, ci Rosa-caninamettiamo mano tutte le mattine, ma non basta”. Da qui voglio far sapere a Pignatti che ci ha già dato molto e, spostando negli anni l’attenzione e l’insegnamento dalle piante in quanto tali all’ecologia, ci ha anche insegnato quali sono oggi le priorità. Se non sapete di che cosa si occupa un botanico e siete curiosi, andate a vedere quante piante sono legate al nome di Pignatti nell’Indice Internazionale dei Nomi delle Piante (IPNI). Se invece volete leggere qualcosa sulle posizioni di Pignatti in tema di ecologia, cercate il libro Bollati Boringhieri del 2000 Assalto al pianeta scritto con Bruno Trezza e Ecologia del paesaggio italiano edito da UTET nel 1994. Io lascio qui come dono di compleanno una rosa canina, ricordando lo scoramento che mi assalì la prima volta che, consultando le chiavi dicotomiche della sua Flora d’Italia, scoprii che di rose canine nella nostra flora ce ne sono ben più di una.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

2 thoughts on “Due informazioni per il 28 settembre

  1. Lunga vita a Pignatti! Di studiosi come lui, in Italia, ce ne vorrebbero una legione e invece… aspetto da tanto la sua flora delle Dolomiti (sarebbe finalmente un’opera decisiva), ma comprendo le sue preoccupazioni sul tempo a disposizione per un’opera titanica; non dovrebbe ricadere sulle spalle di un singolo botanico, anche se ben accompagnato, ma credo che in Italia non si possa chiedere di più…

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