Tre libri al giorno – terza puntata

Ho messo insieme tre libri molto diversi tra loro, d’altronde queste sono le principali letture che ho fatto da agosto ad oggi: le più disparate. Uno dei libri è un po’ una delusione, uno una piacevole scoperta, il terzo un invito ad affrontare la cura delle piante da altre prospettive.

Lucilla Zanazzi  Uomini e Piante. Le passioni dei collezionisti del verde, Derive e Approdi maggio 2013, pag 400  € 22.00

Uomini-e-pianteTrentadue intervistati, non tutti eccelsi, qualcuno invece davvero grande nel rincorrere il proprio “fuoco”, qualcuno magnificato più del reale valore, che non oltrepassa quello del raccoglitore di figurine Panini o quello del vivaista specializzato che, passione o non passione, di piante campa. Poteva essere un bel libro per fare il punto, e l’impegno per realizzarlo mirava a questo. Chi scrive sa che fare interviste, sbobinarle, adattarle alla pagina scritta sono tutti lavori impegnativi che necessitano poi di revisione. Lucilla ci ha messo empatia e partecipazione, essendo una persona della “rete” del giardinaggio nazionale (i frequentatori di facebook la conoscono come Dalia Sfiorita); il problema è che non c’è stata corrispondenza tra il suo impegno e quello che devono metterci gli editori, quando decidono di pubblicare un’opera. Ci hanno aggiunto una postfazione, ma nessuno ha fatto l’editing, nessuno ha riletto il testo originale, che così è andato in pasto ai lettori anche con le sue incongruenze, i refusi, le ripetizioni di concetti , qualche brutto svarione botanico: eliminati, avrebbero reso più agile, corretta e pulita la lettura. Comunque è la prima volta che si pubblica un libro sui giardinieri collezionisti italiani (in due casi troppo tardi, quando ormai l’intervistato era ormai morto) e meglio poco che niente. Ma per favore andiamoci piano con le recensioni pseudointellettuali che ho letto qui e là, stilate da gente urbana che con le piante e con le tematiche sottese non ha nulla a che fare. Insomma, a mio parere un’operazione riuscita appena a metà. Peccato.

Il mio voto: 6/10.

Francesca Canuto Paesaggio, parchi e giardini nella storia di Livorno, Debatte Editore ristampa gennaio 2013, pag 160, € 40,00.

Paesaggio-parchi-giardini-LivornoCi sono libri per il piacere della lettura, manuali per imparare, libri di rappresentanza… Questo volume è un po’ tutto. Dedicato innanzi tutto a quei livornesi che vanno alla scoperta storico-paesaggistica del verde nella loro città, racconta a tutti gli altri un luogo che si crede sia dominato dal mare. Scrive nella presentazione il giornalista Luigi Bianchi: “E’ difficile che si immagini una città costellata di ville lussuose, con proprietari in gran parte stranieri, amanti delle piante esotiche. Eppure quella Livorno è esistita. Non solo, ma è stata una componente della vita della città e del suo progressivo trasformarsi da piccolo agglomerato, quale era nel progetto del Buontalenti, in un centro cosmopolita”. Bella, ed esportabile a molte altre realtà urbane d’Italia, la lettura della città attraverso i suoi paesaggi verdi.

Il mio voto: 7/10.

Silvia Malagoli Curare i fiori con i fiori. L’uso dei Rimedi floreali per curare patologie “verdi”. Edizioni il Fiorino, maggio 2013, pag 104, € 12,00.

Curare-i-fiori-con-i-fioriHo conosciuto l’autrice, modenese trentanovenne dall’aspetto gentile,  alla mostra di Guastalla il settembre scorso e mi è sembrato interessante il libro che proponeva in un piccolo stand tutto suo, così l’ho acquistato. Nasce dalla constatazione che, se le piante curano le persone, perché le piante non possono curare le piante. L’autrice ha un titolo di tecnico ambientale,  la qualifica di giardiniere specializzato,  un certo numero di attestati di floriterapeuta. E così, partendo  dai fiori di Bach per la nostra salute, ha un poco alla volta fatto esperienza con i fiori per curare alberi da frutto, piante da appartamento, ortaggi, persino la cameraria dell’ippocastano. Non penso che questo piccolo libro rappresenti una soluzione, men che meno definitiva, ma di certo è un tassello in più per l’esperienza alternativa alla chimica che, prima o poi, in giardino dovremo pur dimenticare.

Il mio voto: 6-7/10.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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