Una foto una storia (dall’8 dicembre 2013)

cropped-ilex-aquifolium-per-testata.jpgLa foto della testata del blog dall’8 dicembre 2013

Due parole sull’agrifoglio e Buone Feste

Luogo comune per luogo comune, per augurare Buone Feste preferisco l’agrifoglio all’abete. Di Ilex aquifolium è bello il portamento compatto e piramidale, sono belle le foglie cuoiose, scure e lucenti, sono vivaci i frutti (non bacche, ma drupe) che nella stagione più grigia dell’anno ornano a contrasto gli esemplari femminili, e solo quelli, trattandosi di una pianta dioica: di qui fiori femminili, di là quelli maschili che forniscono il polline per la fecondazione. Con la sola eccezione, che io sappia, di una varietà, ‘J.C. Van Toll’, che si autoimpollina. L’Hillier, che consulto in questi casi per avere notizie attendibili, dice che si tratta di un genere di circa 400 specie, di cui quelle europee (compreso il nostro agrifoglio) e quelle asiatiche sono abbastanza indifferenti al terreno e all’esposizione, mentre quelle nordamericane preferiscono i terreni acidi e la mezz’ombra. L’Hillier dice anche che l’agrifoglio è coltivato da molto tempo, raggiunge le dimensioni di un albero di altezza contenuta (sino a 20 m) e regge molto bene l’inquinamento atmosferico e l’aria salmastra a bordo mare; elencaIlex-aquifolium-inverno poi un grandissimo numero di varietà, con foglie più o meno spinose, variegate di bianco o giallo, con frutti rossi, gialli o arancione. Per chi decide di piantarlo ora, facendosi un regalo per le feste del 2013, il periodo è giusto (purché la terra non sia gelata) e facile e sicuro è il trapianto da esemplari coltivati in vaso. Non si dovrà fare nulla per avere l’agrifoglio, in forma arbustiva o arborea ma anche nelle siepi, come compagno fedele in giardino. Si tratta infatti, come ricorda Pizzetti  nella Garzantina, di uno degli alberi più longevi dei nostri boschi.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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