Il naturale desiderio di sapere

Stavo scrivendo cose per aggiornare il blog con qualche novità e qualche informazione e poco fa con la posta elettronica mi è arrivato un messaggio:

Erika e Sandro Pignatti annunciano con gioia

la pubblicazione della monografia

 Plant Life of the Dolomites

Museo di Scienze Naturali d. Alto Adige, Publ. 8 – Springer, Heidelberg, 2014

53 anni di lavoro: 769 pag., ca.  500 tra figure, grafici e cartine, 120 associazioni, oltre 2000 rilievi (1600 inediti), ecologia, ecofisiologia, diversità, 30 unità di paesaggio, storia ed evoluzione della vegetazione, conservazione

Gaudeamus igitur

Vivat, crescat, floreat Scientia Amabilis

si ringrazia il Museo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano per il sostegno finanziario delle spese di traduzione e pubblicazione – per quanto riguarda gli autori, essi hanno lavorato spinti dal “natural desiderio di sapere” (Federico Cesi, 1616) e rinunciando ad ogni compenso.

E io ho provato un attimo di grandissimo entusiasmo per quel che significa l’uscita di quest’opera, incrociando quel che so degli autori e della flora delle Dolomiti con quel che ha sortito la perseveranza di due studiosi innamorati di quel che fanno: 53 anni di lavoro per lasciare un documento nuovo e diverso sulle piante delle montagne più belle del mondo e sugli ambienti che le ospitano. Forse quest’epoca brucia tutto molto velocemente, forse la botanica è una scienza marginale, forse c’è chi irride coloro che rinunciano ad ogni compenso ma non a soddisfare il bisogno di sapere. Voglio comunque condividere per un attimo la mia contentezza e far ragionare chi vuole unirsi a me sul fatto che a due scienziati delle piante non sono sembrati scogli insuperabili il tempo, l’età, il lavoro di rilievo e di elaborazione, la ricerca di un editore disposto ad un azzardo non sui contenuti, ma sul costo dell’operazione. In un post del 28 settembre scorso facevo gli auguri a Pignatti per il suo ottantatreesimo compleanno dicendogli che aveva già dato molto anche senza completare questo studio. E invece Plant Life of the Dolomites era probabilmente in stampa proprio in quel periodo. Ora questo giovane ricercatore di 83 anni e sua moglie che è compagna di lavoro e di vita con la stessa caparbia volontà si permettono di annunciare “con gioia” la nascita dell’ennesima creatura di una vita prolifica, inneggiando con gaudeamur igitur, godiamo dunque e facendo parlare il Plant Life of the Dolomitesnaturalista secentesco, nonché fondatore dell’Accademia dei Lincei, Federico Cesi per dire il loro desiderio di conoscenza. In questo Paese demotivato e demotivante, a cui manca lo stimolo a credere ancora a qualcosa, è un magnifico esempio, e la mia contentezza è anche perché, insieme a due studiosi non piegati dagli anni, a rendersi protagoniste sono le piante e le montagne.

Se a qualcuno è venuta voglia di avere il libro (anche come e-book in formato kindle) può trovarlo su Amazon a questo indirizzo

 

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Pubblicato da

Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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