Festa dei lavoratori

il-riposo-del-giardiniereOggi, primo maggio, festa dei lavoratori, mi metto in festa qualche ora dal mio tran tran professionale per dedicarmi a un po’ di manutenzione del giardino. C’è da tagliare gli steli dei tulipani sfioriti dopo tre settimane di spettacolo (resistono impavidi i candidi ‘Maureen’, persino al vento e alla pioggia di questi giorni). C’è da tosare l’erba (presto fatto: a casa mia ne sono rimasti quattro o cinque metri quadrati in tutto) e controllare se, con tutta la pioggia che è venuta giù, le limacce si infrattano tra le hosta e la bistorta. Nessuno ha ancora lavorato di forbici sulla forsizia, sul ligustro e su qualche altro arbusto che tende a scappare e va ridotto all’ordine. Poi ho qualche cosa da fare nell’orto: ci sono erbacce da sradicare in alcune parcelle e il prezzemolo (quello dell’anno scorso e non ancora andato a fiore) da raccogliere, le taccole da guidare sulla rete. Devo ancora seminare le zucche e gli zucchini, ma qui in montagna non c’è poi così fretta e con questo freddino non nascerebbero neppure. Insomma, volevo dire che chi ha la cultura del lavoro trova sempre qualcosa da fare anche quando, in omaggio alla festa dei lavoratori, si mette in riposo. E poi penso che lavorare a contatto con la terra, per chi spende la vita a fare altro, non è lavoro ma liberazione. Auguro a quel 12,7% di disoccupati nel nostro paese di poter intessere con la terra un rapporto di consolazione e di redenzione. I segnali già ci sono, se il 10% delle nuove aziende create in Italia nell’ultimo anno sono aziende agricole: il ritorno alla terra come possibile alternativa di lavoro. Un altro dato dice che, a fronte di un  –12% di iscrizioni all’università, la Facoltà di Agraria ha registrato il +40% di iscrizioni.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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