My Favorite things

fico-sotto-la-pioggiaQuesto tempaccio ad oltranza mi impedisce di fare progetti all’aperto. E mentre al sud si sono già scaldati le ossa da settimane, se non da mesi, e nel Bolognese il maestro giardiniere Carlo Pagani si dichiara disperato per la necessità di irrigare di continuo causa i 30 °C pressoché costanti, in questo angolo alpino ancora vado in giro con il pullover di lana e osservo sgomenta la vegetazione che si allunga e si stira in cerca di luce e implora un po’ di asciutto. Per le mie piante l’eziolamento è come per me i reumatismi, ma con effetti opposti. Mentre io sto qui  rattrappita, loro allungano gli internodi, perdono il portamento, cadono di qui e di là. Aceri, susini, ortensie, patate, cicorie, meli, forsizie, ma anche erbacee perenni come Campanula lactiflora, i penstemon, persino un’amante del fresco e della mezz’ombra come Lysimachia punctata ‘Alexander’  pompano acqua, soffrono i pochi lumen e diventano flaccidi. Un monumentale cespo di Persicaria polymorpha, che si era coperto di fiori candidi durante il periodo soleggiato e asciutto di fine maggio e, bello compatto, misurava 1,80 m di altezza, adesso ha 30 o 40 cm in più e, non essendo abbastanza lignificati, gli steli cadono rovinosamente. Ma non posso andare fuori a tagliarli: sta diluviando.
Sicché me ne sto davanti al computer con la luce accesa, spiando di tanto in tanto che cosa succede appena fuori dalla porta. Dove sono in piena fioritura le hosta e stanno finendo di fiorire le sassifraghe. E usando un po’ di musica che mi piace per scaldare l’atmosfera, ho pensato di intitolare questo post con il titolo di un pezzo che io adoro suonato da John Coltrane, My Favorite things.
Hosta-Blue-Mouse-Ears-1
E allora, le mie cose preferite di oggi sono queste. L’hosta a orecchie di topo blu (Hosta ‘Blue Mouse Ears’), piccola meraviglia incurante del tempo grigio e umido (o forse persino contenta) in un vaso del 18, con le sue foglioline glauche, solide e coriacee e i suoi fiori violetti, per ogni rosetta di foglie uno stelo di una dozzina di fiori che si aprono in successione, lentamente per settimane.
E poi di oggi mi piace papà codirosso (Phoenicurus phoenicurus) che si sgola, così tutto il giorno, per mandarmi via dalla porta di casa, da dove mi affaccio sul giardino. Arrivato tardi dalle terre mediorientali o africane dove sverna, o forse alla seconda covata della stagione in un nuovo nido in un foro della facciata di casa mia, va su è giù con insetti, vermi e lumache in bocca. Ogni tanto compare la sua signora dalla livrea meno colorata, prende una boccata d’aria, afferra al volo un malcapitato insetto e se ne torna dentro. Stamattina, mentre mister codirosso fischiava per dirmi sciò, sciò, vattene via, sono entrata a prendere la macchina fotografica e da dentro casa gli ho scattato un clic mentre si trovava, sempre urlandomi perentorio sciò sciò che tengo una famiglia affamata, sul susino carico di frutta.
codirosso-Phoenicurus-phoenicurus
Questo è un giorno di luglio a ridosso delle montagne. Sicché sono appena andata a cercare un’altra delle mie cose preferite in musica, la versione di Estate di Bruno Martino suonata da Chet Baker al Capolinea di Milano. Insieme alla sua tromba, oggi mi sembrano perfetti il flauto di Nicola Stilo e il basso di Riccardo Dal Fra. Musiche d’altri tempi, quando luglio era estate e my favorite things erano forse altre. Se siete curiosi, potete ascoltare le cose favorite di John Coltrane a questo indirizzo (www.youtube.com/watch?v=qWG2dsXV5HI) e l’estate di Chet a quest’altro (www.youtube.com/watch?v=rSyATvLwYKE).

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

3 thoughts on “My Favorite things

  1. Quando ero ragazza andavo ad estivare in Croazia da una mia nonna istriana. Partivo con il treno da un caldo africano e poteva accadere che per quindici giorni di fila, li al mare, beccavo una pioggia senza fine. E pensavo allora come oggi: ma è ben strano il tempo su al nord.

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