Green gossip – 8

mele-illustr-OttolanderSono tempi difficili su tutti i fronti, anche per quello del verde. Mi raccontano di grossi e prestigiosi vivai pistoiesi ridotti al lumicino, ma anche di vivai olandesi che sembravano solidissimi, indistruttibili e che non hanno più mercato. Un paio di questi, di Boskoop, li ho visitati al tempo in cui, appunto, le cose andavano a gonfie vele e si permettevano persino di imparare l’italiano per dialogare meglio con la clientela nostrana. Adesso mi riferiscono l’ultimo commento nella nostra lingua: “Una volta mi veniva la mano anchilosata a forza di scrivere ordini in Italia e Francia. Adesso non vale più neppure la pena di muoversi di qui: telefonano i sopravvissuti o mandano una mail con l’ordine, ma è di 10 righe, qualche carrello giusto per non perdere il contatto. Ma la cosa peggiore è che sparisce una professione: non ci sono più giovani olandesi che vogliano prendere il posto di noi vecchi”. Stiamo pensando in tanti la stessa cosa e gli scenari che si prospettano non piacciono affatto. Replica chi mi ha riportato il commento: “Se è per questo a Pistoia lavorano solo rumeni, albanesi e polacchi. I più affezionati ai vivai sono i polacchi, gli altri sono lì a imparare i segreti di un mestiere, mettere da parte qualche soldino per poi andarsene a casa loro, dove vivono con 200-300 euro al mese, e impiantare vivai per soddisfare la domanda di piante delle nuove città e dei nuovi giardini privati”.

mele-illustr-Ottolander  A proposito di olandesi. Chiama il maestro giardiniere Carlo Pagani  e mi racconta che cosa ha visto di recente in Olanda: “Non ci crederai: hanno preso una sbandata per le buddleie: ce ne sono di nuove in decine e decine di varietà. Ne hanno create persino da basket: buddleie modaiole, piccine e ricadenti come se fossero fucsie…”

Libri. Internet diventa sempre più territorio di lavoro e conoscenze. Così un giorno di giugno ho contattato Roberto Gennaio, un naturalista salentino che ha un bel sito (www.robertogennaio.it), lavora per l’ARPA pugliese, fotografa la natura della sua terra e scrive libri in tema. Gli ho chiesto se mi poteva raccontare le piante commestibili del suo territorio per il libro “Piante cibo del mondo” che stavo preparando per Murabilia. E con molta disponibilità Roberto mi ha mandato un suo testo interessante (da cui si deduce che persino l’orobanche o spurchia, quando si sta sviluppando, è commestibile!). Stasera l’ho sentito nominare al telegiornale di RAI 2 nel corso di un servizio sugli olivi pugliesi e il problema di Xilella fastidiosa che li sta disseccando paurosamente. Roberto ha scritto un libro, “Titani. Olivi monumentali del Salento”, alla seconda edizione in un anno, sugli olivi monumentali e bimillenari della sua terra che egli ha individuato, misurato, a fine di conservazione schedato. Mi piace come ne parla da naturalista e etnobotanico: “rappresentano la storia di un paesaggio vegetale, di un popolo, di una cultura e di un rapporto simbiontico, indivisibile, ancestrale tra l’uomo e l’albero”. Che cosa significhino gli olivi in Salento è presto detto: sono la più importante coltura del territorio.

mele-illustr-OttolanderCioccolato e gelsomini. Ormai siamo così tanti addetti ai lavori attenti a quel che si fa in giro, che risulta difficile scampare agli svarioni. Sicché se un produttore di cioccolato di Modica dice di rifare il cioccolato dei Medici con lo stesso gelsomino, ancor prima che venga presentato alla stampa (sabato prossimo) mi arriva una mail: “Mi raccomando fai  attenzione a questa storia, che non ti venga in mente di raccontare che la cioccolata del Granduca di Toscana rivive a Modica. Praticamente hanno preso la ricetta di Francesco Redi, omettendo però  l’ingrediente principale della cioccolata che era il gelsomino sambac ‘Granduca di Toscana’. I gelsomini che utilizzano nel video e di cui diffondono le immagini non sono ‘Granduca di Toscana’ di cui puoi leggere qualche riga qui ma sono delle varietà ‘Belle-India’ e ‘Maid of Orleans’ . All’epoca del Redi alla villa di Castello si coltivava Jasminum sambac ‘Granduca di Toscana’ al quale fu dedicata tutta una serra chiamata la serra dei mugerini, mugerini da mughetto, la fragranza unica di questo gelsomino. La cioccolata fu creata apposta per questo gelsomino dal profumo irresistibile e per il quale nelle corti d’Europa si faceva a gara per averne una scatola di latta!  ‘Maid of Orleans’ non veniva assolutamente usata per la cioccolata del Granduca ma per bellezza e perchè era stato un dono del re del Portogallo e non si poteva mica buttar via!”. Grazie Giulia dell’avviso: c’è sempre qualcosa da imparare (anche sulla scarsa professionalità di chi prende lucciole per lanterne per i propri businness).

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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