Una foto una storia (dal 1 ottobre 2014)

mela-Pearmain-Dore-per-testataLa foto della testata del blog dal 1 ottobre 2014
Che ne sappiamo noi delle mele renette?
Piante e alimentazione sono il tormentone dell’anno, dovuto in parte ad una nuova coscienza del ruolo per la salute di ciò che ingurgitiamo, in parte alla furente affermazione dell’orto come must in qualsiasi angolo di questa nazione affamata e assetata non di ortaggi, ma di mode. Non ultimo a far da volano a tanto interesse c’è l’Expo del prossimo anno che pare intenzionata ad alimentare la domanda su come nutrire questo pianeta. Ma più vado avanti e più mi chiedo che cosa ne sappiamo davvero di frutta e ortaggi e dell’infinita gamma di varietà che non raggiungono i banchi omologati e omologanti del supermercato. Ricordo il ripetersi di anno in anno dei gridolini di stupore – uno stupore vero, vissuto come una scoperta negata da cronaca e cultura correnti – di tanti visitatori della manifestazione Frutti Antichi al castello di Paderna (sto allenando le orecchie per risentire i punti esclamativi vocali questo fine settimana, il 4 e 5 ottobre): molti italiani per quanto laureati, metropolitani, con esperienze intense e variegate, non sanno che, quando dicono cornucopia della natura, parlano di migliaia di varietà che esistono per quanto non facili da trovare in vendita, non sanno qualificare gli aromi e i sapori né dare un nome a quel che vedono anche solo al mercato, figuriamoci in una mostra pomologica. In questa nazione diciamo ancora a chi ci vende frutta e verdura “mi dia un chilo di mele gialle” o “vorrei dell’insalata non amara”, senza accorgerci di essere in questo modo consumatori generici e incapaci di trasformare in cultura la necessità di mangiare per vivere. Ci ho pensato l’altro giorno, quando un amico mi ha offerto delle mele eccedenti di un albero quest’anno eccessivamente produttivo, senza essere in grado, pur coltivandole, di chiamarle con il loro nome: ‘Renetta del Canada’. E così ho deciso di dedicare la testata per questo mese alle renette, una famiglia di mele straordinarie e sempre riconoscibili almeno dal sapore acidulo e intenso, mai “piatto” e semplice come, ad esempio, è quello delle mele ‘Golden’.
La foto della testata riguarda una renetta che si chiama ‘Permain Doré’, così descritta nel catalogo del vivaio Il vecchio melo: “Sferica, da grande a media, liscia, colori caldi gialli con evidenti pennellature rosso lacca, parzialmente rugginosa, squisita: dolce, acidula, sapore vinoso. Polpa consistente ma cedevole. Si conserva fino a gennaio; i primi frutti si raccolgono a settembre.” Ho scattato la foto alla mostra di Paderna di cui dicevo, un anno in cui c’era un sole e un caldo indimenticabili. Nel pomeriggio, sotto il porticato le ‘Permain Doré’ (o ‘Pearmain Doré’ o anche ‘Reine des Renettes’) di un contadino mantovano sembravano dover prendere fuoco e la parte gialla della buccia aveva bagliori d’oro. Ho fatto click senza pensarci troppo, per memoria di quell’attimo quasi estivo regalato da una mela che invece è catalogata come invernale, ma è già buona quando la si raccoglie, piena di profumi e invitante con il suo colore e la consistenza della polpa. In quanto a essere una mela antica, lo è davvero. Pare sia stata citata già nel 1588 nel Kräuterbuch del tedesco Tabernaemontanus, ma da quasi due secoli gli inglesi affermano, mai smentiti, che la stessa varietà veniva coltivata nel Norfolk già nel 1200 e un illustre pomologo francese, il Leroy, nel 1879 rincarò dicendo che si trattava della stessa mela coltivata in Normandia nel 1360.
mela-Renetta-Ananasmela-Renetta-Biancamela-Renetta-Canadamela-Renetta-Champagnemela-Renetta-d'Orleansmela-Renetta-dei-Carmelitanimela-Renetta-di-Grenoblemela-Renetta-Stellatamela-Renetta-Walder
Sono andata a cercare nel mio archivio le foto di altre renette e vi ho trovato più di quanto ricordassi. ‘Renetta Ananas’, ‘Renetta Bianca’. ‘Del Canada’, ‘Champagne’, ‘D’Orleans’, ‘Dei Carmelitani’, ‘Di Grenoble’, ‘Grigia di Torriana’, ‘Stellata’, ‘Walder’… Nel mio frutteto c’è stata solo la ‘Renetta del Canada’ che un anno, negli anni Novanta, ha prodotto una quantità indescrivibile di frutti di grossa pezzatura. Ma se dovessi scegliere ora due o tre varietà da mettere a dimora, tra tutte opterei per la ‘Renetta Ananas’ per il portamento compatto, la resistenza alla ticchiolatura, la durata in fruttaio e il sapore deliziosamente aromatico dei suoi frutti piccoli, a buccia sottile gialla e per la ”Grigia di Torriana’, gloria piemontese estremamente produttiva, con frutti di grossa pezzatura profumati, eccellenti crudi e ancor più cotti, serbevoli sino a fine inverno.

Infine un paio di consigli: usate le mele mela-Pearmain-Dorerenette per le torte (sono molto più saporite delle altre e mai stucchevoli) ma anche, senza zucchero, per la purea di accompagnamento degli arrosti di maiale e, se cercate notizie sulle mele renette, state alla larga dal sito http://www.renetta.it, si direbbe creato solo per fare piccoli affari con la pubblicità che ospita.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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