Nun saje cchiù che t’haje aspettà

Charlie Hebdo copertina 14 gennaio 2015Riprendo un verso di Bella ‘mbriana di Pino Daniele postato qualche giorno fa per dire il mio ennesimo sgomento, come giornalista e come persona, leggendo dati freschi di queste ore. Stamattina alle 7 c’era già la coda davanti alle edicole di Parigi in attesa del primo numero di Charlie Hebdo dopo la carneficina della settimana scorsa che ha decimato la redazione. Per un settimanale da 60.000 copie al massimo, inizialmente erano state previste 1 milione di copie, in realtà la tiratura è arrivata a 3 milioni e alle 10 di questa mattina, essendo ormai andate a ruba tutte, si è stabilito di farne una ristampa di altri 2 milioni di copie. Anche in Italia, le 200.000 copie allegate a Il fatto quotidiano sono andate subito esaurite. Tra le decine di considerazioni diverse che mi affollano la mente, che varrebbero un saggio e che mi fanno dire che non so più che cosa pensare, una: ma quando non riescono a vendere in un anno 5.000 copie di un libro di giardinaggio, gli editori italiani sanno di essere colpevoli di non aver sollecitato le emozioni della gente?

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

3 thoughts on “Nun saje cchiù che t’haje aspettà

  1. “Sfortunato quel popolo che ha bisogno di eroi” (Bertolt Brecht).
    E di morti a raffica, aggiungo io, per ricordare l’importanza di ciò che la parte migliore dell’umanità (ovunque si trovi) ha acquisito a prezzo di altre battaglie e altri morti.

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