Ecco la mela Cabellotta

mela-Cabellotta-(Liguria)Questa mela proprio non la conoscevo. Si chiama ‘Cabellotta’ e il suo nome forse viene da Cabella Ligure (paese dell’Appennino Ligure, in alta val Borbera in provincia di Alessandria), ma è una vecchia gloria della Valle Scrivia nell’entroterra di Genova e delle sue valli laterali. Gli esemplari più belli e vecchi sono stati trovati nelle campagne di Valbrevenna, dove l’amministrazione comunale ha deciso un paio di anni fa di mettere in moto il censimento e di promuovere la riproduzione. Domenica scorsa, barattando le mie marze e i miei semi al Mandillo dei semi di Ronco Scrivia, un ragazzo me ne ha offerta una raccontandomi di possedere i due alberi più vecchi e alti della valle (ha detto 120 anni, 9 m di altezza) e, visto il mio interesse, è andato a prenderne un altro esemplare. Così ho portato a casa due allegre mele liguri e le ho fotografate. E’ un frutto di medie dimensioni, abbondantemente rosso se esposto al sole, con il picciolo sottile e piuttosto corto, la base asimmetrica e vagamente appuntita e la cavità calicina superficiale e poco evidente. La buccia è untuosa, ma secondo il mio interlocutore lo diviene solo da novembre o più avanti in stagione e questa mela-Cabellotta-(Liguria)-1caratteristica consente la conservazione molto a lungo sino in primavera. A mio parere la mela ‘Cabellotta’ ha anche la curiosa caratteristica di essere leggerissima: a prenderne in mano una sembra debba essere cava all’interno, rispetto al peso di certe mele anche di pezzatura inferiore.  Oggi ne ho aperta una per assaggiarla: la polpa è bianco puro (nelle note che ho trovato su internet si dice che dovrebbe essere rosa, almeno attorno alla buccia), a grana finissima, delicatamente profumata, si ossida solo parecchio tempo dopo il taglio, è dolce, piuttosto succosa e di aroma elegante. Chi me le ha regalate dice che la varietà soffre di alternanza: un anno gli alberi si riempiono di frutti in quantità incredibile anche se non sono mai potati, l’anno dopo non producono neppure un fiore, altro che frutti.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

2 thoughts on “Ecco la mela Cabellotta

    1. Cara Malu,
      grazie delle tue parole. Se ti può consolare, il cammino di tutti noi è incerto. Siamo tutti impantanati in quest’epoca viscosa, che sembra offrire moltissimo e in realtà nega anche il minimo (di spazi di espressione vera, di salario, di comunicazione umana). Io scrivo il blog e condivido qualche mia esperienza proprio per contrastare il pantano nel quale mi muovo e per sperare che con la divulgazione si aprano nuovi spazi di conoscenza, di pensiero e di amicizia. Ti abbraccio.

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