La vita, la morte, le piante

Corri corri e non avanzi il tempo e le forze neppure per registrare ciò che ti succede lungo le rotte del giardinaggio italiano: in un mese Modena, la Sardegna, il Monferrato, Lucca più tutto quel che costruisci alla scrivania con il lavoro quotidiano. Poi in questa mattina di vento e sole che inaugura aprile arrivano due telefonate. Smetto di correre il tempo necessario per raccontare come la vita e la morte incrociano le piante e loro siano un tramite e una consolazione. Ieri sera, portata via da un tumore di cui conosceva gli esiti, se n’è andata la mia collega e quasi coetanea Anna Maria Botticelli, giornalista delle piante dopo essere stata biologa analista e coltivatrice di orchidee. Mi hanno raccontato la sua dignità nell’affrontare un male che lei, da biologa, conosceva come feroce e che pure, con il suo consueto spirito, ha affrontato a testa alta. Mi hanno detto che la sua stanza d’ospedale era piena di vasi di orchidee e io spero che, pur andandosene in quel modo ingiusto, la loro bellezza sia stata sino all’ultimo una prova della Bellezza della vita.
Dendrobium-digibbumE se siamo impotenti davanti al caso che ci punta il dito contro, scelti senza poter scegliere, la fortuna stamattina per me è pensare che a volte invece ci è dato di scegliere e la nostra perseveranza trova il premio nell’amore, nel poter fare progetti per il futuro. Stamattina, poco dopo aver appreso che Anna Maria non c’è più, ho ricevuto la telefonata di Mirco Bagaloni, il vivaista di Tropico del Conero, che mi annunciava di avercela fatta. Dopo tante vicissitudini internazionali e un’infinita pazienza, a inizio anno era riuscito a sposare a Mindanao, la più meridionale delle isole delle Filippine, la sua innamorata Karen, ma non a portarla con sé in Italia. E stamattina, quasi incredulo a sua volta, mi ha telefonato che, appianati ieri l’altro gli ultimi sbarramenti burocratici, l’aveva appena accolta all’aeroporto. Karen lo affiancherà nella vita e nel lavoro qui in Italia e per entrambi da oggi inizia un’avventura. Che la vita e le piante li assistano.
Per chi va e chi viene nel gioco incessante della vita, oggi lascio qui un’orchidea, Dendrobium digibbum.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

3 thoughts on “La vita, la morte, le piante

  1. Noi di FleurWorld offriamo un passaggio del nostro portale relativo alle orchidee, in onore della tua amica scomparsa e al contempo della nuova coppia formatasi.Orchidea cymbidium.
    Come riportato su http://www.fleurworld.com, i cymbidium più diffusi in commercio sono di origine Asiatica, e provengono dalle zone montuose dell’Asia centrale; quindi amano luoghi non troppo caldi, con temperature estive inferiori ai 30°C, e inverni freschi; non temono brevi gelate, ma preferiscono l’appartamento. Per favorire la fioritura è bene………..

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