C’è gente contenta in Piazza Vecchia

Maestri-del-paesaggio-Bergamo-Alta-2015_4 Certe conferme positive fanno bene al mondo italiano del giardino, che a mio parere da anni vivacchia su formule in larga parte superate e non lascia intravedere altro che parrocchie in lotta tra loro in una guerra di provincialismi e meschini commerci camuffati da cultura del verde. Sicché a I maestri del paesaggio a Bergamo ho respirato un’altra aria e assaporato altre prospettive possibili. “Evviva!- mi sono detta seduta a osservare le scene mutevoli nella bella Piazza Vecchia di Bergamo Alta – non tutto è perduto, sennò avrei lavorato, nel mio piccolo, per oltre trent’anni per non sortire alcuna risultato apprezzabile”. Venerdì sera i bilanci privati si sono mescolati a quelli ufficiali nell’incontro di AIAPP, l’associazione dei paesaggisti italiani sul tema della comunicazione  in merito a paesaggi e giardini. Ma era dalla mattina, al seminario organizzato dal vivaio Valfredda con interventi dell’olandese Piet Oudolf e dell’inglese Annie Guilfoyle, che respiravo aria di dibattito vivace e di condivisione. Il fatto che ci fossero ad ascoltare 150 o 200 persone, quasi tutte iscritte a pagamento al seminario,  e che arrivassero da tutta Italia e da molti paesi europei (Russia compresa), dà la misura di quanto bisogno di approfondimento e crescita sentano i professionisti e gli studenti del verde e del paesaggio.
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Un bisogno che, in altra forma e da altre prospettive, è quello della gente comune. E’ il terzo o quarto anno che io mi siedo in Piazza Vecchia e ci resto per ore, rapita da quel che succede, protagonista e fruitrice proprio quella gente comune che quasi sicuramente non pratica il giardinaggio e non conosce le problematiche di settore, ma ha un bisogno inespresso di verde, di spazi urbani da vivere, di momenti collettivi di fruizione della bellezza. In un’ora sono passati centinaia di bambini vocianti e caciaroni (ma, non essendoci pericoli, nessun genitore ha dovuto allarmarsi), una coppia di sposi a caccia di prospettive diverse per le foto di rito, un nutrito drappello di polacchi (credo) in gita turistica e più interessati alle graminacee che ai palazzi storici, un suggestivo coro di ragazze che hanno cantato a cappella in diversi punti della piazza per consentire la realizzazione di un video, suppongo a promozione del loro lavoro, poi un gruppo ordinatissimo di bambini in divisa si è fermato a bere alla fontana Contarini e non voleva più andare via, un fotografo professionista ne ha fatto la location per certi sgabelli di design, altre persone hanno cercato scorci da fotografare o un buon angolo dove sedersi a gustare un gelato o sfogliare una delle riviste lasciate a disposizione, piccoli gruppi commentavano gli ortaggi in piazza e l’allestimento di vasi con le zucche. Il gradimento si coglieva nell’aria e nelle gambe in relax delle turiste che avevano trovato comoda e riservata la posizione della pedana di legno tra le balle di fieno e i fiori di campo arruffati.

Le idee e la buona gestione di pochi possono muovere città intere. Apprezzo l'à plomb discreto e poco malato di protagonismo dell'associazione Arketipos che di anno in anno coinvolge sempre di più Bergamo, le sue istituzioni, i suoi servizi, i suoi sponsor, la sua gente. A sfogliare il catalogo di I maestri del Paesaggio si intuisce il lavoro di grande respiro che è stato svolto nel corso dell'anno. Compreso coinvolgere gli studenti della scuola "Mario Rigoni Stern" di Bergamo nell'allestimento e i detenuti del carcere locale per il montaggio e la verniciatura degli allestimenti in legno.
Le idee e la buona gestione di pochi possono muovere città intere. Apprezzo l’à plomb discreto e poco malato di protagonismo dell’associazione Arketipos che di anno in anno coinvolge sempre di più Bergamo, le sue istituzioni, i suoi servizi, i suoi sponsor, la sua gente. A sfogliare il catalogo di I maestri del Paesaggio si intuisce il lavoro di grande respiro che è stato svolto nel corso dell’anno. Compreso coinvolgere gli studenti della scuola “Mario Rigoni Stern” di Bergamo nell’allestimento e i detenuti del carcere locale per il montaggio e la verniciatura degli allestimenti in legno.

Possono essere soddisfatti gli organizzatori dell’associazione Arketipos e, per quanto riguarda la progettazione della piazza verde sul tema “Le colture agrarie fanno paesaggio”, il paesaggista inglese Andy Sturgeon che ne è autore con gli italiani Lucia Nusiner e Maurizio Quargnale. Sono contenta anch’io perché una volta all’anno almeno si svecchia la via italiana al paesaggio e ai giardini e io imparo qualcosa.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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