Pesche di fine settembre

pesca Limonina Bianca
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pesca Tabacchiera Bianca
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pesca Maria Luisa
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pesca Julie Lady
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I dati della settimana con le quotazioni della frutta all’origine, cioè al frutticoltore, dicono che tutta la frutta costa di più dello stesso periodo dello scorso anno (dal 7% in più delle pere al 63% in più delle susine) ad eccezione delle pesche, che costano l’8,80% in meno rispetto al 2014. Per forza: questo è stato un anno di eccezionali raccolti di pesche, almeno in Piemonte. Quelle famose del Cuneese (per esempio di Lagnasco) sono finite in massima parte ai russi, che ne vanno matti. Ce ne sono ancora in giro di bellissime, e sono anche molto dolci e profumate, ma tradizionalmente la gente non acquista più pesche non appena la temperatura scende. La quotazione all’origine delle pesche, infatti, si è abbassata dello 0,50 % rispetto la settimana scorsa e all’agricoltore vengono pagate al massimo 0,51 euro. Forte di questo dato, di cui casualmente ero a conoscenza (mi è arrivato per mail stamattina con l’invito al Macfrut di Rimini), stasera mi sono rifiutata di acquistare, al costo di 2,30 euro al chilo, le pesche del supermercato. Quasi 5 volte tanto nel percorso tra il frutteto e un supermercato a poco più di 100 km di distanza. Confrontando il valore dell’altra frutta di stagione all’origine e al dettaglio si può dedurre che questo esecrabile furto (al frutticoltore e al consumatore) non riguarda solo le pesche perché è finito il momento dell’anno di maggiore gradimento, ma esattamente allo stesso modo tutta l’altra frutta, a cominciare dalle mele di qualità e dai limoni, entrambi quotati esattamente 0,51 euro all’origine come le pesche e, come le pesche, di costo superiore i 2 euro al supermercato. Sabato, visitando Piante e animali perduti a Guastalla (imperdibile) cercherò un albero di pesco adatto al mio clima e, se necessario, domenica perfezionerò la ricerca a Celle Ligure a Fiori frutti qualità. Sognando, prima o poi, di affrancarmi dal supermercato.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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