Maledetti giardini di internet

salotto-al-tramontoNel 2012, per un annetto, ho ricevuto raffiche di mail con foto e piccoli commenti di un giardinaggio forse entusiasta, di certo non colto, da un signore che aveva impiantato un giardino al sud e cercava di lanciarlo agganciando persone che ne potessero parlare. Io leggevo (leggo quasi sempre tutto quel che ricevo) e trovavo tutto sommato triste quel modo di proporsi. Si intuiva un progetto ambizioso a cui però non faceva eco l’effettiva capacità di eseguirlo e, soprattutto, mi sembrava esecrabile che qualcuno rompesse le palle alla gente ogni due per tre pur di essere notato. Già il nome mi sembrava un po’ eccessivo, ma passi: ognuno dà al proprio giardino il nome che vuole e sono affari suoi. Un giorno, per la precisione il 23 novembre 2012, esasperata da notizie sul colore del tramonto di quella sera, il colore della cacca del cane e meraviglie simili, ho risposto alla mail chiedendo gentilmente di essere cancellata dalla mailing list e ho aggiunto “Grazie e saluti”. Due ore dopo è arrivata la prima bordata:
Gentile Signora, mi scuso se ancora le scrivo, ma sono sorpreso per la sua repentina richiesta. Le ho inviato notizie del mio giardino, sapendola sensibile e attenta ad ogni aspetto del “verde” e dell’ambiente. Le comuni conoscenze poi (e cita un vivaista, un universitario, una giornalista e uno scrittore) mi rendevano quasi d’obbligo farle conoscere questa difficile realtà che abbiamo impiantato sulle alture di XX. Non importa, comunque. Mi scuso e non la importunerò più
.

Sotto alla firma, però, si celava la frase di fatale stupidità: “Mi permetta almeno di partecipare la sua richiesta a tutti gli amici ed anche ai forumisti di tutti i siti italiani“. Sono scoppiata in una fragorosa risata, mi sono immaginata in una scena con Totò che diceva la frase.  Mi sono ricomposta e ho cercato di essere una volta ancora gentile nel tentativo di spiegare perché non posso ricevere dalla stesso sconosciuto quattro mail alla settimana con i fatti suoi.
Gentile signor XY, vorrei che lei non si sentisse l’unico in una difficile realtà. Molti e molti altri mi segnalano la loro realtà. Io ascolto tutti e poi però a turno mi dovete lasciare libera la casella di posta elettronica. Ha mai provato a doversi far largo tra centocinquanta mail in un giorno? Lei non lavora per non sapere che cosa voglia dire? Sicché adesso ho capito la sua realtà e vorrei dare spazio a quella di qualcun altro. 
Rinnovo i miei saluti, con preghiera di non sentirsi offeso. Lei non mi ha importunata, ma le ho spiegato la ragione. Soprattutto, eviti di alzare sciocchi polveroni mettendo a parte (di chissà cosa, poi) “tutti gli amici ed anche ai forumisti di tutti i siti italiani“. Quanto meno se decide di farlo riporti per intero questa mail che racconta un fatto solo: essere giornalisti vuol dire informare e informarsi, non raccogliere per sempre le confidenze del mondo intero. In ogni caso, auguri per il suo giardino e buona fortuna.
Due o tre giorni dopo ho ricevuto un piccolo messaggio (pur di importunare ulteriormente): Grazie e al piacere di conoscerla personalmente. Rispettosi saluti e auguri, XY. La mia mail deve aver rimesso a posto l’ordine delle cose – mi sono detta – e in fondo mi ha mandato un messaggio finale pacificatorio e gentile.
Era il 2012, novembre e non ho più sentito nessuno. Ogni tanto mi è capitato di vedere in internet una recensione del giardino in questione su Tripadvisor o un’autocelebrazione da qualche altra parte con invito a visitare il luogo. Ho sorriso dell’elementarità di simile marketing, che denota la convinzione che sulla rete voli l’affare: basta lanciarsi e la gente arriva nel tuo giardino. Mai più pensato all’incidente, ma l’altra sera alle 20,01 dalla stessa posta elettronica di allora è partito un messaggio di rimozione dalla mailing list, un messaggio forse risvegliato dal sonno di quattro anni fa Betulada chissà quale operazione: “Lo faremo senz’altro, vista la simpatìa che esprime. Pensavamo che avesse interesse per i giardini e soprattutto per quelli con anima e sentimenti! Addio, XY”, questa volta anche con nome e cognome della moglie.
Non invento niente. Leggo tutto quel che mi arriva e conservo quasi tutto, infatti ho ritrovato persino qualche vecchia mail con cui questo signore con la fede in internet e nei personaggi che possono fornire credenziali mi rendeva edotta del colore dell’ultima rosa sbocciata e sulla dura realtà di chi vuole allevare betulle in un posto del sud prossimo al mare.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

2 thoughts on “Maledetti giardini di internet

  1. che dire? è uno dei lati fastidiosi del web. Anch’io ho chiesto di essere rimossa da una mailing list ma continuo a ricevere inviti. Ho anche telefonato per venire cancellata. Ma imperterriti vanno avanti. Dal web vorremmo essere messi al centro del mondo, ma la verità è che spesso ne siamo la periferia. Al signore avrei suggerito di coltivare il suo giardino interiore. Buona giornata.

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  2. eh, in quanto al giardino interiore, sapessi come ha chiamato il suo giardino… Ma non voglio infiierire con un povero cristo che cerca di promuoversi. Ce l’ho con la mancanza di attenzione agli altri e con un’etica della rete che non esiste. In quanto ad essere cancellati, ho chiesto anni fa di essere cancellata dalle liste della pubblicità telefonica, dopo un anno un qualche garante mi ha risposto va bene, invece continuo ad esere importunata e la volta in cui ho mandato una mail a chi mi aveva annunciato di essere stata cancellata, la risposta è stata “Non vale per le ditte private, per quelle non si puà fare niente”. E poi si chiedono perché sale la protesta… Buona giornata anche a te

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